Uno degli atteggiamenti molto apprezzato in politica è sicuramente rappresentato dal 'confronto', con chi la pensa diversamente. Mettersi in gioco significa ricercare la verità, anche negli argomenti sostenuti dall'avversario stesso, ed eventualmente rettificare la propria linea. Evitare quindi di incontrarsi e discutere è una debolezza che, alla lunga, porta al fallimento. E' molto comodo per la politica tacciare di 'populismo' tutto quello che serve a evidenziare le cose che non vanno bene, senza accettarne il confronto. Quelle cose il popolo le vuole sapere: il 'politichese' non attecchisce più, si vuole andare al concreto.

Per anni abbiamo accettato discorsi che, nella forma, erano molto avvincenti, ma nella realtà non trovavano corrispondenza: erano in politichese, linguaggio corrente della politica.

E' ora di ricominciare

Siamo giunti finalmente al punto di ripartenza. Le riforme costituzionali fatte dal Governo Renzi, col referendum 2016, non sono state accettate dal popolo, e bisogna quindi rimboccarsi le maniche per cominciare da capo. Abbiamo tutte le potenzialità per farlo. Il Governo, a suo tempo in carica, si è molto impegnato per portare avanti le riforme, ma ha seguito la strada sbagliata, a nostro avviso, non utilizzando le risorse necessarie interne al PD, disponibili, e facendo accordi politici impropri, che hanno portato al fallimento, evidenziato col referendum stesso.

Lasciamo a parte la polemica e pensiamo alle cose da fare.

Perseverare è diabolico

Rifacendoci alla locuzione latina: 'errare humanum est, perseverare autem diabolicum', non dobbiamo ripetere l'errore già commesso. Partendo dalla Legge Elettorale per le due Camere, come richiesta dal Presidente Mattarella, e dal confronto con tutti i partiti, è necessario trovare un comune denominatore che rappresenti la sintesi del pensiero politico.

Il PD ha tutte le carte in regola per continuare il cammino e per mettere in moto tutte le potenzialità esistenti, eliminando la glessidra. Non solo, ma il PD può anche utilizzare e contare sulla vasta area del pensiero di sinistra, per far rinascere un 'centrosinistra' moderno, e coinvolgere il Sindacato, con giuste novità, a garanzia del mondo del lavoro. Non abbiamo bisogno di maghi per fare tutto ciò, ma solo di persone di buon senso.