Tutte le nuove formazioni politiche di Sinistra stanno mettendo a punto i loro programmi e avanzano proposte, in previsioni delle prossime elezioni politiche, a data da destinare. Consapevoli, dette formazioni, che avere un progetto, ben definito, aiuta il dibattito, per trovare la sintesi e creare le sinergie necessarie. Tutti quindi sono impegnati a proporre soluzioni efficaci, e possibilmente indolore, per rimediare ai problemi che ci affliggono. Il momento è particolarmente interessante perché insieme ai programmi, ogni partito o movimento chiarisce i confini entro cui è possibile una reciproca collaborazione.

Il nostro mondo politico è molto frastagliato, e. per poter governare, è necessario collaborare con altre formazioni, per avere la maggioranza necessaria.

'L'unione fa la forza'

Non solo, ma avere anche unità d'intenti, aiuta l'azione di Governo a misurarsi sui vari problemi da risolvere. Senza maggioranza non si può governare: volerlo fare con apparentamenti anomali, come è successo nel recente passato, da luogo a delle forti contraddizioni sociali che alimentano gli aspetti più deteriori della politica. Ecco perché Pierluigi Bersani prima e Giuliano Pisapia poi, chiedono di sapere dove il PD vuole andare a parare, se con la destra o con la sinistra. Gli stessi hanno in più volte precisato che esiste una incompatibilità tra Sinistra e Destra per poter governare insieme.

Il PD, all'indomani della elezione del segretario, si deve pronunciare per rispondere alla domanda posta.

Segnali di novità

Intanto dal 'Lingotto 17' vi sono delle dichiarazioni interessanti di Martina e di Orfini secondo cui il loro sguardo è rivolto verso la sinistra. Dello stesso parere è l'altro candidato del PD Andrea Orlando.

Le distanze Renzi, Pisapia e Bersani, sul tema Lavoro, sono molto evidenti, in particolare sul Referendum CGIL, divergenze sulla modifica dell'art. 18 e in materia fiscale. Ci sarà da chiarire le posizioni in futuro, per ora è sufficiente captare l'orientamento. Qualcosa sta cambiando nell'atteggiamento del PD, che in parte riconosce la impossibilità di continuare sulla strada percorsa e la necessità di aprirsi al confronto col dialogo: sarà dura ma è quella la strada giusta. Lo stiamo predicando da tre anni.