In questo periodo, in cui tutto è in movimento nella politica, le accuse di 'populismo', tra i partiti, si moltiplicano, per coprire le proprie manchevolezze. In particolare, in gran parte, queste accuse vengono rivolte al M5S, perché ha il coraggio di elencare tutte le cose che non vanno bene, e quelle altre utili, che si potevano fare e non sono state fatte: capovolgendo, in questo modo, il vero significato di 'populismo'. Guardando gli scenari politici futuri, non si riesce ancora, con chiarezza, ad intuire le intenzioni dei leader sulle possibili aggregazioni, anche se le diplomazie, in gran segreto, sono già in movimento.

Possibili aggregazioni

Dovendo fare una previsione, noi pensiamo che l'aggregazione della Sinistra, con a capo il PD (nuovo centrosinistra) sia quella che ha maggiore probabilità di raggiungere il 40%, se si pone come alternativa alle destre, e sfidante nei confronti del M5S. Altrettanto probabile, che il M5S possa raggiungere, da solo, lo stesso risultato del 40%, per la sete di novità nell'elettorato. Per l'aggregazione di centrodestra si prevede un risultato superiore al 30%. E' però ancora presto, per fare previsioni attendibili.

Ognuno sfodera quindi i suoi programmi, per far presa sull'elettorato. Il M5S ha già messo a punto il suo, e di cui abbiamo già scritto nei giorni scorsi: poche cose ma serie e chiare. Il M5S, vista l'organizzazione che si è data al suo interno, con la riduzione degli stipendi ai deputati e senatori, e l'aiuto alle piccole imprese, può essere credibile per le sua buone intenzioni di programma.

Possibile confronto dopo le elezioni

Tutti gli altri, alla pari, tirano fuori gli argomenti migliori dei loro programmi: da valutare.

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M5S Matteo Renzi

Poiché il risultato delle future elezioni politiche è abbastanza imprevedibile, e la soglia del 40%,per ottenere il premio di maggioranza, è incerta, i partiti saranno chiamati dopo le elezioni, in caso che nessuno centri l'biettivo del 40%, per stringere accordi, per la formazione del Governo. Sarà quello il momento in cui le incompatibilità salteranno, e torneremo alla politica dei 'due forni': la formazione del Governo, secondo la logica che abbiamo già conosciuto nel passato.

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