Dopo le forti oscillazioni seguite al responso del referendum costituzionale, le intenzioni di voto degli italiani sembrano entrare in una fase di stabilizzazione. La distanza tra il Centrodestra e il Campo Largo è ridotta ai minimi termini, rendendo decisiva la partita sulle future alleanze e sulla scelta della leadership per guidare l'opposizione. Fratelli d'Italia oscilla intorno al 28%, lieve passo indietro per il Partito Democratico.
Le forze di maggioranza: FdI tiene, FI arretra
Fratelli d’Italia è al 28,2%. Il partito di Giorgia Meloni recupera un decimo e si attesta sulla stessa cifra ottenuta alle Europee 2024.
Nonostante le recenti turbolenze, la base elettorale sembra aver trovato un nuovo punto di equilibrio intorno al 28%.
Forza Italia perde invece tre decimali e arriva all'8,3%. È il partito che registra la flessione più marcata della settimana. Gli azzurri pagano probabilmente la concorrenza interna alla coalizione e una fase di riorganizzazione che non sembra ancora premiare nei consensi. La Lega invece è al 7,3%. Piccola boccata d'ossigeno per Matteo Salvini. Dopo mesi di difficoltà, il Carroccio mostra segnali di tenuta. Chiude infine Noi Moderati con l'1,1% guadagnando un decimale.
Campo Largo: sale il M5s
Il Partito Democratico sale al 22,4%, perdendo due decimali. Pur restando la seconda forza del Paese, il PD subisce un lieve arretramento.
Dopo la spinta referendaria, la segreteria Schlein sembra attraversare una fase di consolidamento tecnico.
Bene il Movimento 5 Stelle (12,8%, +0,1. Il movimento di Giuseppe Conte prosegue la sua lenta ma costante risalita, accorciando le distanze interne alla coalizione e rafforzando il proprio peso negoziale per la futura premiership. Alleanza Verdi e Sinistra (6,2%, -0,2). Flessione per i rosso-verdi, che scendono di due decimi pur restando ampiamente sopra la soglia di sbarramento e rappresentando un pilastro fondamentale dell'area progressista.
Partiti minori e coalizioni
In questo sondagigo Futuro Nazionale (3,5%). Il partito di Roberto Vannacci si conferma la vera sorpresa di questa fase politica.
Superando stabilmente il 3%, si pone come un attore identitario capace di drenare consensi alla destra tradizionale. Azione è stabile al 3%. Il partito non registra scostamenti, segnale di un elettorato fedele ma che fatica ad espandersi in questa fase di polarizzazione.
Italia Viva (2,6%, +0,3): Matteo Renzi mette a segno la crescita più alta della settimana tra i partiti minori, beneficiando probabilmente della rinnovata visibilità sui temi riformisti e sulla proposta di nuove candidature civiche. +Europa stabile con l'1,5%.
Per quanto riguarda le coalizioni il Campo Largo è al 45,3%, (-0,1): Nonostante il lieve calo, la coalizione progressista mantiene il primato simbolico. Centrodestra (44,9%). La maggioranza di governo resta compatta e immobile, a soli 0,4 punti di distacco dagli avversari.