Non serve a molto interrogarsi sulla cause di un divorzio epocale come quello di Leonardo Bonucci, partito da casa Juve per approdare ai rivali milanisti, siano esse di tipo prettamente economico o dovute ad attriti personali. Diceva il saggio: "le chiacchiere se le porta il vento", fatto sta che determinate reazioni hanno decisamente superato la soglia del buon gusto e della decenza, come illustrato in questo video di Giovanni Leto su Youtube.
Risparmio arringhe a difesa dell'una o dell'altra parte, al di là dell'argomento ampiamente condivisibile di chi ha augurato il meglio alla bandiera bianconera, va detto, in pieno spirito sportivo.
Non serve interrogarsi sull'identità di chi è sceso al livello più basso auspicando la malattia o la morte del piccolo Matteo, né chiedersi da dove provenga: saremmo facilmente tacciabili di razzismo. A maggior ragione perché, sia o meno in stato interessante la madre degli stolti, la loro distribuzione geografica è uniforme su tutto il territorio italiano.
Il parallelo Higuain-Bonucci
A ben vedere, una situazione parallela aveva interessato l'anno scorso l'ex bomber argentino di stanza presso il Napoli, Gonzalo Higuain. Forte di una stagione record di trenta reti, il campione di Brest (dipartimento di Finistère, Bretagna), ha ampiamente ripagato il club torinese dell'ingente investimento di ben 90 milioni di euro; sebbene non molti tifosi siano dello stesso avviso, avendogli imputato una scarsa incisività negli incontri decisivi (vedasi a riguardo la prestazione del sudamericano in Champions League).
L'andamento positivo della stagione in bianconero di El Pipita, ad ogni modo, sembra abbia garantito il sostegno dei dirigenti juventini a perorare la causa della permanenza. Si dice di un interessamento del club madrileno, che comunque non è stato interpretato come una priorità dagli italiani.
La rapida smentita potrebbe nascondere un tentativo di celare ulteriori imbarazzi suscitati da paragoni con la vicenda del trasferimento dal Napoli dello stesso Higuain? Non sembra plausibile, date le serene relazioni tra società e attaccante. Comunque, Gonzalo sarebbe abituato a trovarsi nell'occhio del ciclone, avendo già pazientemente sopportato e gestito il malcontento della piazza partenopea dopo il suo trasferimento dagli azzurri.
Anche in quel caso i supporters avevano mal digerito la rivelazione, con esiti simili alla vergognosa vicenda di Bonucci; che speriamo non si ripresenti in seguito per altri malcapitati. Lo sport unisce, spesso anche il malcontento: non bisogna perdere comunque il senso della misura e dell'onorabilità.