La rete è ormai piena di adolescenti alle prese con i propri impegni multimediali, che mettono la loro vita in mano alla rete così, senza pensare neanche lontanamente di vivere la propria vita naturalmente, senza aver paura di mostrare il proprio carattere, la propria faccia, in tutto quello che si fa, senza nascondersi dietro un tweet o dietro una massa di follower inutili. Si sceglie di lanciare i dadi del proprio destino su una piattaforma sociale di colore blu e ci si dimentica le basi della socializzazione, del confronto con le altre persone.

Tempi belli di una volta..

Sono spariti gli sms a pagamento di non molti anni fa, è sparita l'abitudine di fare lo squillo, aspettare la risposta della ragazza che ti piaceva. Si conservavano i soldi sulla sim, si prendeva la bici e si andava dal proprio migliore amico di persona, perché fare una ricarica non era come mangiare un panino. Oggi i ragazzini per dire una cosa al proprio compagno di banco gli mandano un Whatsapp, la moglie scrive un messaggio al marito in cucina per dirgli di venire a letto.

È finito tutto, è finito il dialogo a tavola con la propria famiglia, perché si è tutti impegnati nel fotografare il cibo e non mangiarlo, tutti con lo smartphone nella mano alla ricerca dei mi piace, delle attenzioni virtuali della gente, che contano più di ogni altra cosa. La tecnologia ci ha resi schiavi dell'inerzia più totale, chiusi nelle nostre stanze a cliccare, cliccare e cliccare su pagine di vita non vissuta che se ne va e non tornerà mai più.

Bambini vissuti..

Bambini piccoli ancora alle prese con lo shock da "abbandono del ciuccio" si ritrovano un joystick nelle mani, imbracciano il loro fucile d'assalto e combattono la propria guerra, a suon di parolacce e bestemmie contro persone che non conoscono, che insultano senza neanche prendere minimamente in considerazione il decoro e l'educazione. Sono sicuri e spavaldi da dietro le loro tastiere ma poi la realtà quando arriva fa male e gli psicologi fanno soldi a palate.

"Ti prego papà, mi compri l'ultimo Resident Evil?". Il padre glielo compra in cambio di buoni voti a scuola ma non si preoccupa minimamente di capire se effettivamente il videogame che suo figlio di dieci anni gli ha fatto acquistare, è sconsigliato ai minori di diciotto anni. La ragazzina di dodici anni, che campeggia su Facebook nel suo vestitino corto, non dovrebbe avere accesso ad un social network per soli maggiorenni, dove i pedofili di tutto il mondo fanno giornalmente la spesa per catalogare i loro book fotografici.

Bambini in fila da Euronics in attesa del nuovo Fifa e librerie vuote ad aspettare cervelli da sfamare. McDonald's stracolmi di "mangiapatatine" e pizzaioli che comprano chili di wurstel al cash and carry per fare la "pizza dei bambini", così viene chiamata nella ristorazione di oggi e tutto questo sotto gli occhi di genitori che soffrono di colesterolo e di reflusso gastroesofageo.

Non vogliamo aprire gli occhi e ci ostiniamo a percorrere questo percorso d'innovazione continua, ma stiamo perdendo il sentiero della felicità ,che si trova nelle piccole cose semplici di un tempo.

La tecnologia ha fatto passi da gigante e molti hanno saputo sfruttarla a proprio favore, altri si sono addentrati in questo vortice di irrealtà permanente, che finirà per risucchiarli definitivamente nel mondo dei castelli di sabbia elettronici.

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