Ci risiamo. Un’altra festa al centro delle polemiche. Dopo aver negato il Natale ad alcuni bambini, trasformandolo in “festa della stagione” ed aver chiesto la cancellazione della festa del papà con annessi pensierini, lavoretti e poesie, anche la festa della mamma (per par condicio) diventa un male assoluto, in quanto per qualcuno rappresenterebbe uno strumento di propaganda omofoba, discriminante verso la famiglia non convenzionale.

Stiamo parlando della scelta maturata da un asilo di Roma, che in seguito alle pressioni di una coppia gay avrebbe optato per la cancellazione della festa della mamma, in programma il prossimo 13 maggio, e della festa del papà.

Questo in favore di una più inclusiva “Festa della famiglia”. Queste feste, infatti sembrerebbero discriminare il figlio della coppia gay composta in questo caso da due donne.

Non poteva il bambino festeggiare le sue due mamme?

Cosa ci sarebbe stato di discriminante? Probabilmente, se intervistato, il bambino sarebbe stato felice di festeggiare le due mamme, a cui certamente vorrà molto bene. Per la festa del papà invece, quale sarebbe stato il fattore discriminante? La mancanza del padre nella coppia? Allora, se permettete il bambino si sentirà discriminato e diverso praticamente ogni volta che verrà nominata la parola papà, ogni giorno, ogni ora della sua vita. E questo indipendentemente da una festa d’asilo.

E allora si deve cancellare dal mondo la parola papà, affinché il bambino non venga mai a conoscenza del fatto che anche lui ha un papà che, scelto da un catalogo, ha prestato il proprio seme. Ma questo non succederà mai, esisteranno sempre la mamma ed il papà come figure distinte, così come in una coppia gay sono due papà o due mamme.

Fatevene una ragione.

Sinceramente si fatica a comprendere il fattore discriminante di feste così genuine e dolci come sono la festa della mamma e del papà. Ribadiamo il principio: bambino/a con due madri, discriminato perché alla festa della mamma avrà due mamme e si sentirà diverso dagli altri che hanno una mamma; alla festa del papà discriminato perché non ha il papà.

Qualcosa non quadra. E se è una coppia omosessuale a sollevare tale problema vuol dire che loro stessi hanno paura di queste contraddizioni.

Inoltre, perché nessuno ha mai sollevato la stessa problematica per un bambino orfano di un genitore?

In fondo si tratta di una situazione molto simile. Migliaia di bambini orfani, negli anni, sono stati discriminati alle feste della mamma o del papà.

Attenzione, è giusto rivendicare i propri diritti e pretendere il massimo rispetto in quanto esseri umani, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale. Ma qui non stiamo parlando di diritti, non si lede il diritto di nessuno con una festa, e se permettete, non stiamo parlando nemmeno di discriminazione.

Dopo una polemica del genere, si è probabilmente raggiunto un livello di prevaricazione sbagliato, una fastidiosa e precostituita ostilità verso tutto quello che la famiglia tradizionale rappresenta.

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