A pochi giorni dall'assemblea nazionale del Pd, indetta per il 3 maggio prossimo, per deliberare sulla partecipazione o meno alla trattativa, per la formazione di un nuovo Governo col M5S, Matteo Renzi è apparso a Rai 3, nel programma diretto da Fabio Fazio 'Che tempo che fa', domenica 29/03/2018. Ha espresso pubblicamente il suo parere, sull'argomento oggetto dell'assemblea citata: No a un governo col M5S, Si al dialogo.

Disorientamento generale tra i membri del partito, poiché l'assemblea doveva essere il luogo del dibattito, per poi prendere, di comune accordo, una decisione sul comportamento da seguire nella trattativa in corso. Doveva anche essere, la stessa assemblea, una opportunità di riflessione del percorso, fin qui tenuto dal partito, dopo le ultime elezioni del 4 marzo scorso.

Lo strappo di Matteo Renzi

Non entriamo poi nel merito dell'opportunità dell'apparizione televisiva dell'ex premier, prima dell'assemblea.

Lo strappo, ad opera di Renzi, ha sicuramente sorpreso Maurizio Martina, che con fatica, cercava un'apertura al dialogo. All'interno del partito, le varie anime, nonostante i pontieri, sono in fermento, alla ricerca di un nuovo punto di partenza. Le sconfitte del partito si sono ripetute in più opportunità, e bisogna porvi rimedio, prima che sia molto tardi. Nella stessa opportunità, Renzi si è detto disponibile a riscrivere le regole insieme, dimenticando che le sue regole sono state sonoramente battute col Referendum di 4 dicembre 2016. Allo stato delle cose, un pizzico di chiarezza sarebbe necessaria, per orientare l'elettore: dal Pci ad oggi, vi sono stati momenti difficili per il partito, ma la democrazia interna, è sempre riuscita a risolvere i vari problemi.

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Matteo Renzi

Il commento del professor Zagrebelsky

La responsabilità vuole che, sia il partito di maggioranza, che quello di opposizione, debbano contribuire alla ricerca della formazione di un Governo, per il bene comune. Sottrarre 'la terza forza politica al gioco democratico', è un atto, invece, da evitare per la democrazia. Secondo il commento a Il Fatto Quotidiano del professor Gustavo Zagrebelsky, sul rifiuto di Renzi al confronto col M5S, 'nessuno è esentato in partenza dalla responsabilità di contribuire a un Governo': inoltre, lo stesso ritiene che sia necessario sostituire il 'Rosatellum', con una 'legge elettorale, a preferenza unica, senza liste bloccate di nominati, nè paracadutati': un Parlamento insomma eletto dai cittadini.

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