Mancano diverse ore al match che sancirà più di altri il passaggio agli ottavi di Champions League di due tra Liverpool, Napoli e Psg, con la Stella Rossa candidata quasi sicuramente ad uscire, seppur dignitosamente, da ogni competizione europea. Uno scontro diretto all’ultima giornata nel caloroso Anfield era preventivabile, ma anche evitabile: segnare il quarto gol alla Stella Rossa avrebbe decisamente migliorato lo scenario di questa sera in casa Reds.

Con i “se” e i “ma”, però, la storia non si fa. Il Napoli è chiamato a riscriverla ad Anfield, con gli interpreti di sempre ma anche con il talento di Fabiàn Ruiz, l’uomo più decisivo della stagione del Napoli sin qui.

I pericoli

Questi non risiedono tanto negli avversari, di grandissimo valore tecnico-tattico, ma nella gestione della gara da parte degli azzurri. Sarà fondamentale prendere le giuste contromisure agli avversari sin dal primo minuto di gioco: l’approccio psicologico degli azzurri dovrà essere perfetto, senza subire in alcun modo l’influenza dell’ambiente circostante. Aspetti psicologici, atletici e tecnico-tattici dovranno confluire verso un unico obiettivo: il raggiungimento degli ottavi di Champions League.

Aspetti tattici

Il tecnico tedesco, che conosce ormai la forza degli azzurri e dello stratega Carlo Ancelotti, capace di imbrigliare gli avversari come pochi allenatori al mondo sanno fare, avrà la possibilità di apportare dei cambiamenti - nelle proprie scelte - rispetto alla partita di andata, durante la quale il Liverpool mai tirò verso la porta difesa da Ospina. Al di là dei cambiamenti che saranno apportati negli 11 titolari e nella loro disposizione in campo rispetto alla partita d’andata, difficilmente cambierà la filosofia di gioco della squadra di Jurgen Klopp, che potrebbe far uscire uno dei limiti partenopei che è appunto venuto fuori durante i match di campionato soprattutto all’inizio: essere perennemente saltati dopo aver effettuato un’azione di pressing.

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Il Liverpool, infatti, tenta sempre di attirare la pressione avversaria, per poi colpire con rapide verticalizzazioni, innescando gli uomini di maggior talento nell’attaccare la profondità, Salah su tutti. Sarà dunque importante capire in ogni frangente quanto è conveniente andare in pressing rispetto al cercare la concentrazione difensiva, retrocedendo nell’imbuto ed evitando così di creare spazi pericolosi tra un reparto e l’altro di gioco.

Quegli spazi, in particolar modo se liberati tra centrocampo e difesa, potrebbero dar modo al tridente dei Reds di puntare i difensori azzurri: un rischio che il Napoli non può permettersi vista la capacità degli avversari di saltare l’uomo con estrema facilità.

La squadra di Ancelotti dovrà fare molta attenzione alla principale caratteristica delle squadre di Klopp: il pressing ultra-offensivo, più conosciuto come Gegenpressing.

Sarà importante infatti che gli uomini dei reparti arretrati del Napoli riescano a gestire con razionale lucidità la palla e, quando necessario, ci si potrà rifugiare nei lanci lunghi piuttosto che nel fraseggio tra compagni, evitando di correre il rischio che gli Scousers recuperino palla in zone di campo pericolose.

Se è vero che il Napoli ha 2 risultati su 3 e la possibilità di perdere con un solo gol di scarto per accedere agli ottavi, va anche sottolineato che la forza dei Reds è però raccontata da un’importante statistica, quella dei gol subiti: appena 6 gol in Premier League, candidandosi ad essere la miglior difesa del campionato.

Non sarà dunque semplice segnare ad Anfield: per tale ragione converrà al Napoli essere particolarmente accorto alla fase di non possesso e avere la massima lucidità e celerità nella costruzione del gioco dopo aver recuperato palla, così da affondare il colpo quando la squadra di Jurgen Klopp sarà meno organizzata collettivamente.

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