Parole forti quelle del vicepremier e ministro dell'interno Matteo Salvini, riguardo alla tragedia che ieri ha colpito la Nuova Zelanda, quando un commando di quattro persone ha massacrato senza pietà 49 fedeli islamici nella cittadina di Christchurch. Certo, non che simili dichiarazioni siano nuove alla stampa, ma in questo contesto ci si chiede quanto siano appropriate. C'è addirittura chi sostiene che Salvini sia uno dei fautori di questo clima d'odio nei confronti degli immigrati e, più in particolare, degli immigrati musulmani.

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Adesso le parole del ministro, pronunciate da Napoli, potrebbero suscitare nuove polemiche. Ma lui non si ritiene affatto turbato, sostenendo che un avvenimento del genere va preso per quello che è, vale a dire: un gesto compiuto da squilibrati. Naturalmente però, la premeditazione del gesto e la spietata metodicità fanno senz'altro presagire diversamente.

Matteo Salvini dice la sua sulla mattanza in Nuova Zelanda

Parlando degli assassini che nel primo pomeriggio del 14 marzo scorso, hanno massacrato senza pietà 49 persone, secondo Salvini si tratterebbe di nostalgici di un tempo che ormai ha conosciuto il suo tramonto e non di terrorismo. "Le frange di estrema destra e sinistra rappresentano nostalgici fuori dal tempo e dal mondo, che meritano una condanna".

Il vicepremier e ministro dell'interno, Matteo Salvini, durante una seduta in Parlamento.
Il vicepremier e ministro dell'interno, Matteo Salvini, durante una seduta in Parlamento.

Il vicepremier contro le accuse di fomentare un clima d'odio

Per Matteo Salvini è la solita vecchia storia della Politica italiana, il gatto che rincorre il topo. Anche in occasioni come questa, secondo lui, si trova il pretesto politico per tirarlo in ballo. "C'è una parte di incomprensione mista a compassione", ha detto, "Per chi, anche in un episodio di sangue come questo, riesce a tirare in ballo Salvini." Ha continuato il vicepremier, "Ci sono stati giornalisti e politici che, per quanto accaduto dall'altra parte del mondo, trovano in me un corresponsabile a qualcosa.

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Questo mi sembra da Tso, ma ognuno la pensa come vuole".

Ma è ormai una componente tipica del panorama post-Salvini la polemica spietata, specialmente dopo il restringimento delle politiche riservate agli immigrati e, come sempre, dopo le dichiarazioni di un vicepremier da prima pagina, che fa notizia specialmente per le sue affermazioni forti e risolute che, quasi sempre, trovano un nemico contro il quale schierarsi. Ed è proprio per questo che adesso è accusato di fomentare un clima d'odio.

La condanna del massacro

"E' incomprensibile come la bestialità umana possa solo pensare certe cose [...] Una preghiera per le vittime innocenti e la più totale ... condanna per i protagonisti". Queste le parole del vicepremier, dopo un silenzio durato qualche ora. Adesso non resta che aspettare gli sviluppi di questa terribile vicenda.

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