Le temperature viaggiano ancora a targhe alterne, ma la primavera è comunque in avvicinamento. Le giornate iniziano ad allungarsi mentre le pari grado calcistiche diminuiscono facendo intravedere lo striscione finale. Un finale che terrà con il fiato sospeso fino all’ultima giornata, checché se ne dica. Infatti nonostante il recente andamento lento del Napoli di Antonio Conte i partenopei rimangono la maggiore antagonista della sempre favorita Inter di Simone Inzaghi. Il calcio, si sa, è un po’ folle al punto che anche la rediviva Atalanta di Gian Piero Gasperini ed addirittura l’ondivaga Juventus di Thiago Motta potrebbero follemente rientrare nella corsa scudetto.
Già, la Juventus di Thiago Motta, il "mistero buffo" di questa stagione calcistica che di situazioni difficilmente prevedibili ne ha già regalate parecchie. L’estate scorsa è stata messa in cantiere la nuova Juventus griffata Elkann-Giuntoli-Motta. Parola d’ordine competitività-sostenibilità, il resto, al momento, non conta. L’inizio di stagione è stato perfino molto incoraggiante. Una Juventus giovane, spregiudicata, con un volto apparentemente assai diverso da quello tristemente dismesso dell’ultimo periodo di Massimiliano Allegri, nonostante il colpo di reni chiamato Coppa Italia. È poi arrivata la notte di Champions League e la trasferta in Germania. Il momento in cui sono scesi in campo gli avversari peggiori della Juventus.
E non erano tedeschi. gli infortuni.
Gli infortuni, innumerevoli e continui. Come i rimpianti
Avversario di turno, il Lipsia. Una vittoria ‘epica’ ottenuta in dieci uomini dopo l’espulsione del numero uno Di Gregorio. La serata del gravissimo infortunio patito al difensore centrale della Juventus, Gleison Bremer. Per il centrale brasiliano la stagione 2024-25 è terminata sul prato teutonico. La magia della Champions League ha di fatto dato inizio alla Via Crucis bianconera denominata infortuni. Non sono passati nemmeno cinque mesi da quella serata e gli unici numeri da record della Juventus in questa stagione, come ricorda Sportmediaset, sono questi: “26 infortuni muscolari distribuiti su 14 giocatori, per un totale di 430 giorni di assenza dai campi da gioco”.
Inevitabile, dopo queste cifre, rileggere l’intera stagione della formazione di Thiago Motta. Inevitabile iniziare a porsi delle questioni che, anche dalle parti della Continassa hanno iniziato, ormai da tempo, a porsi. Nelle ultime stagioni della Juventus, segnate dalla direzione di Massimiliano Allegri, l’angoscioso problema degli infortuni a catena è stato spesso attribuito, da molti addetti ai lavori, a chiare e precise responsabilità del tecnico livornese.
L’arrivo di Thiago Motta sulla panchina bianconera è coinciso con il naturale cambiamento dell’intero staff tecnico, preparatori inclusi. Fin troppo facile sentenziare come il radicale cambio di uomini dello staff tecnico, con conseguenti nuovi metodi di allenamento, non abbiano portato i risultati sperati.
Il caso specifico di un altro brasiliano in forza da questa stagione alla Juventus, Douglas Luiz, appare la classica cartina al tornasole che rende ben visibile un problema dalla portata, e dalle conseguenze, enormi. Arrivato dalla Premier League, esattamente dall’Aston Villa, il nazionale brasiliano, prima dell’approdo a Torino, l’ultima volta in cui si era forzatamente bloccato, causa infortunio, è stato nell’autunno del 2021. La causa un risentimento alla coscia. In maglia bianconera si può dire che non sia mai stato disponibile per quattro settimane consecutive. Nel caso di Douglas Luiz, così come per gli altri che hanno visto la loro stagione minata da continui stop fisici, traumatici o muscolari che fossero, dov’è da ricercare la vera origine del problema?
Eppure, nonostante tutta ciò, nell'ultimo mese la Juventus ha dimezzato il suo distacco dalla vetta della classifica. Da -16 a -8. Qualcuno ha addirittura rispolverato la parola scudetto ma quel che è tangibile in casa Juventus è il rimpianto di non poter dire, a dare, al campionato ciò che si era sognato in estate. A breve termine il calendario può dare una mano ma la formazione di Thiago Motta è bene che tenga i piedi ben saldi per terra. In questa turbolenta stagione ogniqualvolta la Juventus ha tentato di spiccare il volo la caduta è stata immediata. E lenta e dolorosa la risalita. La Champions League 2024-25 è ormai andata. Occorrerà pertanto rincorrere quella del prossimo anno. Arrivando tra le prime quattro di Serie A. Rimane ancora la Coppa Italia. A febbraio si può dire che la stagione della Juventus non sia andata esattamente come previsto. Se soltanto non si fossero incontrati gli avversari peggiori.