È prevista per venerdì 23 marzo 2018, alle 17.00, presso Palazzo Jung, in via Lincoln 71, a Palermo, l'inaugurazione della mostra intitolata "Il peso delle Parole" dell'artista informale Bartolomeo Ciampaglia. L'evento rappresenta la terza fase di un percorso artistico preceduto dalle due esposizioni intitolate "La Forma nello Spazio" e "Ciclicità " avvenute nei mesi scorsi. La mostra sarà visitabile fino al prossimo 30 marzo, eccetto che il sabato e la domenica, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00; con ingresso libero. Presenti all'inaugurazione il professor Filippo Solito, che introdurrà il percorso artistico di Ciampaglia, e la Team manager dell'evento, Daniela Martino.

Una ricerca "informale"

Una ricerca che caratterizza la terza e nuova fase della produzione artistica di Bartolomeo Ciampaglia: dedicata alla parola come forza generatrice e distruttrice, capace di trasformarsi e di autodeterminarsi. Le due fasi precedenti servono a comprendere meglio i temi centrali di questa nuova produzione: nella prima le forme rappresentavano gli individui fatti di materia che si evolve, fonde, espande o restringe in base alle situazioni della vita; nella seconda la protagonista era la ciclicità dell'esistenza, dove tutto diviene, muta e si trasforma, assumendo connotazioni nuove.

Questo nuovo progetto artistico crea, quindi, un filo conduttore con i precedenti, rappresentando, di fatto, la continuazione ideale di una riflessione avviata ed in evoluzione.

In esposizione, ci saranno le 30 opere della collezione realizzate in acrilico e inchiostro che raccontano il senso delle parole nel periodo storico contemporaneo, tra contraddizioni, superficialità e cambiamenti della comunicazione legati all'utilizzo dei social media.

Nel caos delle parole che dicono tutto e il contrario di tutto è l'arte dell'artista a comunicare con il visitatore e fruitore: molte volte il silenzio aiuta a riflettere più delle Parole. Una forma comunicativa astratta, informale e senza schemi che fa dell'arte di Bartolomeo Ciampaglia, il suo tratto distintivo.

È, infatti, ricorrente nella sua ampia produzione, la progettazione grafico-filosofica squisitamente enigmatica di forme, colori, sfumature, giochi geometrici e variegatura cromatica che rappresenta una dualità insita nell'essere umano che si sviluppa, si evolve e si plasma, con la realtà circostante fatta di altrettanti simili elementi.

La formalità definita delle geometrie rappresenta quella parte razionale che fa dell'uomo qualcosa di tangibile e riconoscibile; l'aspetto astratto ed informale dei colori rappresenta, invece, il lato legato alle emozioni, alle idee e quegli elementi intangibili e incontrollabili legati alla spiritualità, ai valori e alla dimensione dell'anima.

Un compendio che caratterizza tutta la produzione di Bartolomeo Ciampaglia che, oggi, declinandosi e sviluppandosi in un percorso sequenziale di scoperta ed evoluzione, traccia una linea che conduce verso un futuro indefinibile, ma che apre infiniti scenari interpretativi.