Si è appena insediato alla guida delPd, e c'è già chi sostiene che Renzi, sottobanco, sia orapersino alla guida del governo. E' il pensiero di Luigi Zingales,noto economista dell'università di Chicago, firma del Sole24Ore, efamoso al grande pubblico per le sue frequenti apparizioni televisivee per alcune sue teorie di uscita dell'Italia dall'euro.

Intervistato dai colleghi de Il Foglio, ha avuto modo ditracciare il profilo dello stato attuale del governo, che rischia diessere offuscato dall'ingombrante figura del sindaco fiorentino, e diconsigliare a quest'ultimo alcune iniziative che potrebbero aiutareil Paese ad uscire dallo stato attuale di crisi.

Condizione "sinequa non" per il successo di Renzi, secondo Zingales, sarebbe larottamazione della tanto discussa legge di stabilità varatadal Senato della Reppublica.

"Se ilprocesso di rottamazione s'interrompe adesso, in nome dellastabilità del governo, ogni sforzo sarà stato vano. In Italia ci sitrastulla con i presunti 'problemi risolti', ma nulla disostanziale è cambiato negli ultimi mesi", spiega Zingales aicolleghi del Foglio, e poi aggiunge: "La crescita sarà rapidasoltanto se il cambiamento, sociale e culturale, sarà drammatico.Oggi questo Parlamento, delegittimato per la sentenza della Cortecostituzionale sul Porcellum, con una maggioranza raccogliticcia edisomogenea, non può garantire questo cambiamento; ecco perché lacosa migliore che Renzi possa fare è modificare la legge elettorale,alleandosi su questo pure con Silvio Berlusconi, per tutelare ilbipolarismo.

Poi elezioni presto e subito, sapendo che chi vince devepoter governare".

Insomma per Luigi Zingales la rottamazione diMatteo Renzi deve continuare, e deve mettere tra la cose da "buttar via" non solo l'attuale classe dirigente, ma leggi, meccanismi burocraticie persino accordi internazionali che in questi ultimi tempi hannorallentato, se non affossato, il paese. "Il sindaco di Firenzeha vinto dentro il Pd, ma ora quel partito va cambiato e poi tocca alpaese.

Un paese la cui classe dirigente è incapace nel settorepubblico e in tanta parte di quello privato. Il partito oggi lo segueperché lui sembra un candidato vincente, non perché condivida lesue idee. Se Matteo perderà troppo tempo, sarà logorato".

Sì,perchè per Zingales, ora che il vento di cambiamento sta iniziando asoffiare con sempre più energia, come dimostra tra l'altro lacronaca di questi ultimi giorni con il movimento autonomo deiForconi, abbandonare i propositi di rottamazione annunciati tantevolte dal sindaco di Firenze equivale a compiere un delitto ai dannidella nazione e ad un clamoroso autogoal per Renzi stesso, che a quelpunto sarebbe guardato dall'opinione pubblica come un qualsiasi "ferro vecchio".

Rappresenta una necessità per l'economista,inoltre, non solo una modifica sostanziale dell'attuale legge distabilità, troppo attenta al rispetto degli accordi internazionaliche ne limitano la spesa generando tutti quegli effetti di cui siamoconsapevoli, ma arrivare il prima possibile ad una nuova leggeeletterorale che abbia quantomeno il merito di legittimare larappresentanza e ad una riforma del lavoro che più che guardare aldato occupazionale, metta al centro la produttività e la crescita.

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"La riforma del mercato del lavoro è una priorità anche questa?Lo è, sicuramente, dal punto di vista simbolico. Che il candidatodel Pd sia disposto ad attaccare lobby ben radicate nel suoelettorato, come quella dei sindacati, è uno degli aspetti che piùha fatto guadagnare a Renzi consensi trasversali, anche fuori dalsolito bacino del Pd. Ma la libertà di licenziare rischia didiventare un totem.

Il problema italiano è la produttività che noncresce più dalla metà degli anni '90". Insomma, per Zingales oggi il vero rischio per l'Italia è rappresentato dalla tantaagognata stabilità, in linea dunque con quanto affermato dal WallStreet Journal, che l'ha paragonata a quella eterna e silenziosadi un "cimitero".

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