Proprio in questi giorni il Consiglio dei Ministri staesaminando la bozza del disegno di legge che riguarda modifiche inerenti alcognome dei figli. In sostanza, si prevede la possibilità di dare ai figliappena nati, quindi al momento della dichiarazione di nascita, il cognome dellamadre o di entrambi i genitori, e non più solo quello del padre come avviene oggi.

Nella bozza, composta da quattro articoli, è scritto che il figlio "assumeil cognome del padre ovvero, in caso di accordo tra i genitori risultante dalladichiarazione di nascita, quello della madre o quello di entrambi igenitori".

Quanto ipotizzato non vale solo per i figli nati dopo ilmatrimonio, ma anche per quelli adottati o nati fuori dall'unione ufficiale deigenitori.

Seil disegno di legge dovesse essere approvato, andrebbe a modificare un articolodel Codice Civile in vigore, e precisamente il 143-bis. Dare ai figli ilcognome della madre o di entrambi i genitori sarebbe possibile, naturalmente,solo dopo l'entrata in vigore del nuovo articolo, ovvero per le dichiarazionidi nascita successive alla data della modifica, attualmente ancora in fase divalutazione.

Laproposta arriva dopo dopo lasentenza della Corte di Strasburgo che condannava l'Italia per laconsuetudine di dare ai figli il nome di famiglia paterno.

Le conseguenti parole del premier Enrico Letta, favorevole all'innovazione del codice civile, hanno subito attivato Governo e Parlamento. Superare la culturasessista attraverso la possibilità di dare ai figli il cognome della madre o dientrambi i genitori, infatti, è l'obiettivo di un'alleanza inaspettata tra Pd e Fi, che hanno presentato il disegno di legge bipartisan in questione.

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