Matteo Renzi ha recentemente proposto la modifica dellalegge elettorale suggerendo, come punto di partenza, tre differenti modelli diriferimento (modello spagnolo, elezione sindaci, mattarellum modificato).

La legge elettorale, nei moderni sistemi democratici, puòdeterminare il risultato di una elezione (specie se lo scarto di voti tra ipartiti, in termini assoluti, è ridotto), favorendo un partito o una coalizionepiuttosto che l'altra e rafforzando ovvero indebolendo il ruolo delleopposizioni.

Peraltro, diversamente da ciò che molti pensano, una leggeelettorale, essendo in grado di specchiare solo in modo deformato la realevolontà del paese, non ha tanto la finalità di riflettere fedelmente le sceltedei cittadini (ciò potrebbe farlo solamente una legge proporzionale pura, senzaalcuno sbarramento), bensì quella di garantire, a ridosso delle elezioni, laformazione di un governo, decretando chiaramente e univocamente vincitori esconfitti.

La scelta di Renzi si pone in contrasto con la comprensibiletendenza di ciascun partito politico di schierarsi a favore di un sistemaelettorale piuttosto che di un altro, ossia di quello che, teoricamente, è maggiormentein grado di garantire al medesimo partito il miglior exploit elettorale.

Proviamo a spiegare perché Renzi ha deciso di mettere sultavolo tre proposte alternative:

1) Il sindaco di Firenze è conscio della necessità di unanuova legge elettorale, indispensabile ai cittadini per poter scegliere chi ligovernerà, specie dopo la sentenza della corte costituzionale. Anche primadella sentenza Renzi si era schierato a favore del superamento del cosiddetto"porcellum", memore del fatto che, con tale legge elettorale, il PDnon è praticamente mai stato in grado di vincere una elezione.

2) L'obiettivo di Renzi è di andare subito a nuove elezioni.Ciò è possibile solamente con una nuova legge elettorale, ed è pertantoindifferente scegliere un modello piuttosto che un altro.

3) Renzi è sicuro di vincere le elezioni, e pertanto,qualunque sia il sistema elettorale utilizzato, nulla potrà impedirgli diessere il prossimo Presidente del Consiglio.

Le tre spiegazioni date, esposte in modo molto sintetico, siintegrano l'una con l'altra pur se il punto di approdo a cui si giungerà dopo ilvaro della nuova legge elettorale sarà, inevitabilmente, uno solo.

Come, infatti, abbiamo già avuto modo di dire nei giorniscorsi Berlusconi, Grillo e Renzi si giocheranno le prossime elezioni conpossibilità di vittorie fondate sul proprio carisma.

Renzi vuole pertanto giocarsi le proprie carte. Il governoLetta, costituzionalmente incapace di prendere decisioni significative per ilpaese, è continuamente sotto pressione non per le scelte che compie, ma per laconfusione che genera. Le rassicurazioni di fedeltà di Renzi a Letta sonoscontate ma non verosimili, e non per cinico o sete di potere del sindaco diFirenze. Semplicemente questi sa che proseguire con un governo a guida PD chenon governa renderà molto più complicata la propria campagna elettorale.

Il conto alla rovescia del governo Letta sta, probabilmente, perincominciare.

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