L'abolizione del vitalizio, cioè di quel privilegioconcesso agli ex politicanti in pensione, è stato argomento di efferate battaglie, da parte della sinistra italiana. E nonostante molti si dichiarino contrari a un tale beneficio, c'è ancora chi ne approfitta per riempirsi le tasche egodersi la benamata pensione, in barba a chi magari lavora una vita per racimolare un gruzzoletto da sfruttare in vecchiaia. Ebbene, uno dei personaggi che più si è battuto per cancellare definitivamente questo privilegio dalla politica italiana è anche colui il quale percepirà una rendita di quasi 6mila euro al mese alla modica età di 57 anni.

Si tratta di Nichi Vendola, ex governatore della Puglia ed attuale leader di Sel, l'ala più a sinistra del panorama politico italiano in questo momento. Il promotore di tante battaglie contro i privilegi della casta e i vitalizi è andato in pensione a soli 57 anni(compiuti a fine agosto): questo traguardo gli consentiràdi ricevere, d'ora in poi, 5.618 euro al mese grazie ai contributi maturati in appena 8 anni.

Anche unassegno di fine mandato da 200mila euro al mese

Non è tutto perché, come scrive Repubblica, l'ex governatore percepirà anche 198.800 euro grazie all'assegno di fine mandato relativo a quando sedeva sulla poltrona più alta della Regione. Proprio lui, insomma, che nel 2012 aveva fatto tagliare diversi privilegi e vitalizi ai suoi consiglieri, ricordandosi bene di far partire l'abolizione della rendita dal primo gennaio dell'anno successivo ed essendone quindi esente.

Chi, invece, ha deciso di rifiutare il vitalizio è stato un ex consigliere del Partito Democratico, tale Sergio Blasi, che definendosi "uomo di sinistra" ha preferito dire "no" a oltre 4mila euro mensili. Il punto più basso di tutta questa faccenda, però, c'è stato con un altro ex consigliere regionale, Aurelio Gianfreda, il quale potrà godere di un vitalizio di 4.322 euro al mese maturati in appena 4 anni di politica.

Lo stesso consigliere salentino che a febbraio, peraltro, è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione per possesso di materiale pornografico.

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