Il 15 Settembre è arrivato ed è arrivato il tanto decantato vitalizio che verrà corrisposto a più di seicento parlamentari al compimento dei 65 anni di età. Più che di vitalizio si potrebbe parlare di pensione ma gli esperti di previdenza spiegano che sia molto forzato questo ragionamento dato che il metodo pensionistico prevede un versamento di contributi.

Vitalizio, chi ne ha diritto?

Il diritto è maturato per ben 606 parlamentari: il 100% dei parlamentari del movimento 5 stelle visto che tutti i candidati sono una new entry in questo Parlamento e il 66% degli esponenti del Partito Democratico che alle precedenti elezioni politiche, anche grazie alla spinta innovatrice di Renzi, aveva spinto molto sul cambiamento della classe dirigente.

Tra gli esponenti che ne hanno diritto anche deputati di Forza Italia, Scelta Civica, gruppo Misto e Sinistra Italiana. Il beneficio maturerà all'età di 65 anni ma se si sarà rieletti scatterà già anticipatamente all'età di 60 anni. Bisogna segnalare che all'elenco compaiono anche il Presidente della Camera, Laura Boldrini, e il Presidente del Senato, Pietro Grasso.

Questi cambiamenti sul vitalizio sono stati introdotti con la riforma del 2012 che prevede la maturazione della pensione dopo quattro anni, sei mesi e un giorno. Intanto è necessario segnalare come al Senato della Repubblica si stia discutendo sul taglio dei vitalizi a chi ne ha già diritto e li sta già ricevendo. Il relatore sen.

Torrisi sembra però frenare ponendo alcuni dubbi di costituzionalità sulla norma in commento.

Intanto mancano ormai pochi mesi alle elezioni politiche e i partiti dovranno fare il conto con il consenso. Sul tema dei vitalizi spingerà molto il Movimento 5 Stelle che avrà l'ambizione di superare il 30% e cercare di essere la prima forza politica del palcoscenico italiano.

Gli altri partiti molto più tradizionali dovranno invece dimostrare di riuscire a diminuire i loro privilegi per evitare di perdere consenso fondamentale. Il centro-destra ha più da perdere dato che unito raggiungerebbe, secondo molti sondaggi, il 35% mentre in grossa difficoltà sono il Partito Democratico e i partiti di sinistra che pagano lo scotto di aver governato per ben cinque anni.

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