La diatriba politica tra Barcellona e Madrid, dopo una lunga fase di accesi dibattiti, è ormai giunta al termine nel pomeriggio di venerdì 27 ottobre. Una giornata importante per il Paese catalano che festeggia l'indipendenza dalla Spagna, un'indipendenza dichiarata dal Parlamento, dove si intona l'inno Els Segadors. In migliaia festeggiano in piazza, mentre dal governo madrileno arriva una dura risposta: Madrid non resterà a guardare, il premier Mariano Rajoy condanna siffatta dichiarazione come "atto criminale" contro il quale si dovrà reagire con il ripristino della legalità.

Il voto

Con scrutinio segreto, il parlamento catalano ha votato "sì", quel "sì" che rende la catalogna indipendente dalla Spagna a tutti gli effetti. La presidente Carme Forcadell annuncia l'adozione della dichiarazione d'indipendenza e, nell'aula del parlamento, i deputati urlano all'unisono "Viva la Repubblica" e, subito dopo, ne intonano l'inno.

La notizia è stata accolta con gioia, tanto che in migliaia si sono riversati nelle strade - mentre si agitano le bandiere dell'indipendenza - festeggiando il "sì" che rende libera e indipendente la Catalogna.

Al contempo, il presidente catalano Carles Puigdemont ha invitato il popolo a difendere e tutelare il loro paese nelle ore successive, mantenendo, però, pace e dignità.

La reazione di Madrid

Immediatamente dopo il voto, il premier Mariano Rajoy, scrive su Twitter che in Catalogna lo Stato provvederà a reintrodurre la legalità. Egli, infatti, giudica la proclamazione d'indipendenza come un 'atto criminale' e 'contro la legge'. Ciò lo spinge a indire un nuovo consiglio dei ministri straordinario e prevede nuove elezioni entro i sei mesi prossimi in Catalogna, appunto.

In aggiunta, il Senato approva l'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione, che destituirà Puigdemont dal suo incarico e tutti i membri della sua amministrazione.

E l'Unione Europea?

A riguardo, l'Unione Europea non assume una posizione flessibile: non riconoscerà l'indipendenza della Catalogna dalla Spagna. Queste le parole di Antonio Tajani, il presidente del Parlamento europeo.

Inoltre, ritiene necessario e indispensabile ripristinare la legalità nel Paese catalano, in quanto presupposto fondamentale per il dialogo e per la libertà di tutti i cittadini catalani.

L'indipendenza - precisa ulteriormente Tajani - è una violazione dello stato di diritto, della Costituzione e dello Statuto dell'Autonomia Catalana.

Il presidente Juncker è dello stesso parere, aggiungendo, però, di essere contrario a qualsiasi forma o tipo di separatismo in Europa. Neppure Angela Merkel, da quanto emerge da un tweet della portavoce tedesca, è a favore dell'indipendenza catalana; e, Angelino Alfano, commenta negativamente l'esito del voto in Catalogna, ragion per cui l'Italia non riconoscerà la separazione dalla Spagna, in quanto fuori da ogni legge.

Stessa reazione da parte del Regno Unito, poiché il voto è stato dichiarato illegale dai tribunali spagnoli.

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