La trasmissione di Italia1 "Le Iene" continua la sua indagine sui possibili brogli elettorali che si sarebbero verificati in occasione delle elezioni del 2013, con particolare riferimento al voto degli italiani all'estero. In una puntata andata in onda il 29 Ottobre la iena Filippo Roma ha intervistato un individuo che sostiene che durante le elezioni in oggetto avrebbe aiutato un candidato a farsi eleggere in Germania, rubando e acquistando i plichi inviati agli italiani residenti all'estero per consentire loro di votare. Le Iene pongono sotto accusa l'intero sistema elettorale per i residenti all'estero, che per come è organizzato renderebbe piuttosto facili eventuali brogli.

Vediamo perché.

Il voto all'estero

Gli italiani residenti all'estero ricevono presso il loro domicilio un plico contenente la scheda elettorale. Questi devono esprimere il loro voto e spedire il plico contenente la scheda al consolato più vicino, che a sua volta le invia in Italia per essere conteggiato. L'uomo intervistato dalle Iene sostiene di aver operato come "cacciatore di plichi", ovvero di essersi mosso per impadronirsi di numerosi plichi, per consentire al candidato di auto votarsi. L'uomo si sarebbe quindi mosso per comprare plichi contenenti le schede, pagandoli 5 - 10 euro ciascuno. Avrebbe persino fatto accordi con un postino che anziché consegnare i plichi ai destinatari li avrebbe consegnati all'uomo in cambio di una somma di 500 euro.

Che si verifichino brogli lo conferma anche un ex candidato alle elezioni europee nella circoscrizione estero. Si tratta di rivelazioni non confermabili, ma c'è da evidenziare come le testimonianze dei connazionali che vivono all'estero confermino che sarebbero stati in molti a non ricevere le schede elettorali.

Le rivelazioni del Senatore Razzi

In seguito all'uscita del servizio le Iene hanno intervistato il Senatore Antonio Razzi, che in passato è stato eletto per due volte in parlamento nella circoscrizione estero.

Quando l'inviato Filippo Roma gli domanda se lui è a conoscenza del fatto che in occasione delle elezioni all'estero i candidati si muovessero per mettere le mani sulle schede elettorali, anche mediante "cacciatori", il senatore risponde che "tutti vanno a caccia di plichi", e spiega che i candidati che vogliono racimolarli possono farlo anche nei contenitori della carta, dove vengono gettati da molte persone non interessate alle elezioni.

"Non c'è controllo" spiega il senatore, che sottolinea: "non c'è una firma, non c'è niente". Il senatore Razzi inoltre conferma che ci sono persone disposte a vendere la scheda elettorale per 5-10 euro.

A differenza delle elezioni in patria infatti sull'identità di chi vota all'estero non viene esercitato nessun controllo. Chiunque riesce ad intercettare, comprare o anche sottrarre plichi contenenti le schede elettorali e può compilarle votando e spedirle al consolato. "Se non si cambia sistema tutti possono fare questo lavoro", conclude Razzi. Rivelazioni in gran parte sovrapponibili a quelle rilasciate in precedenza dal presunto "cacciatore di plichi" e dall'ex candidato.

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