Erdogan, il presidente della turchia, nel corso dei suoi ultimi incontri con Sergio Mattarella, ha frequentemente sottolineato le sue forti preoccupazioni [VIDEO]sul caso Eni, e in particolare sui lavori per la ricerca di gas naturale a Cipro e nel Mediterraneo Orientale. È evidente che il leader turco stia portando avanti delle posizioni piuttosto intransigenti, le quali potrebbero scatenare una crisi tra il suo e il nostro paese.

Di conseguenza, la Farnesina ha ammesso che è necessario seguire con grande attenzione le vicende della nave Saipem 12000, alla quale le autorità turche non permettono il transito verso l'area di destinazione.

Per il momento, l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha dichiarato che non si aspettava il blocco improvviso di questa nave da parte della Turchia. Successivamente ha aggiunto che sono già stati perforati numerosi pozzi nelle medesime condizioni nei pressi dell'isola di Cipro, senza creare alcun problema.

Il rifiuto di Ankara di cambiare le proprie posizioni

Tutto ciò dimostra chiaramente che si potrebbe consumare da un momento all'altro una crisi diplomatica piuttosto importante. Il Ministero degli Esteri si sta attualmente impegnando per risolvere il problema con una certa difficoltà. Inoltre, secondo alcune fonti della Farnesina, Erdogan non sarebbe stato affatto conciliante [VIDEO] nel corso della sua recente visita a Roma nei confronti di Gentiloni e Mattarella. Di conseguenza, è abbastanza evidente che il presidente turco, con le sue attuali posizioni, stia addirittura superando il limite.

Secondo alcune fonti provenienti dall'Associated Press, la marina turca avrebbe bloccato la nave Saipem 12000, ammettendo che non bisogna in alcun modo interferire con le attività militari all'interno della zona. Un portavoce dell'Eni, inoltre, ha rivelato che il comandante ha ovviamente eseguito gli ordini con prudenza, e che rimarrà in attesa di un eventuale sblocco di questa complessa situazione. Contemporaneamente, il governo di Nicosia ha dichiarato che tutto ciò che è avvenuto può considerarsi una provocazione da parte della Turchia. Inoltre, il ministero degli Esteri greco ha sottolineato che l’attuale comportamento di Erdogan può reputarsi "provocatorio" e "non consono".

Nonostante queste polemiche, pare che la Turchia non abbia alcuna intenzione di cambiare idea, e questo atteggiamento potrebbe innescare una vera e propria crisi.

La risposta da parte dell'Unione Europea

L'Unione Europea è recentemente intervenuta in merito alla questione per sostenere l'Italia. Infatti il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha dichiarato, su Twitter, che è necessario esortare la Turchia ad evitare azioni violente o pericolose nei confronti di qualsiasi paese membro della UE.

Dunque, è necessario che da Ankara si impegnino a mantenere delle buone relazioni, allo scopo di trovare una soluzione pacifica.

Allo stato attuale delle cose, l'opinione pubblica sta manifestando una certa preoccupazione in seguito a questi eventi, e per questo motivo si spera nell'attuazione di una soluzione rapida. Ultimamente Eni ha ammesso di voler effettuare un investimento di circa 150 milioni all'interno dell'area di Cipro, ricchissima di petrolio. Inoltre ha recentemente annunciato la scoperta di giacimenti di gas all'interno del Blocco 6, mediante il pozzo Calypso 1.

Infine il ministro dell'Energia di Nicosia, Giorgos Lakkotrypis, ha definito nel complesso incoraggianti queste nuove scoperte circa la presenza di risorse naturali nel territorio cipriota.