In questo periodo il colosso dei social network e gigante dell’informatica Facebook sta vivendo un momento difficilissimo in seguito a numerose accuse, smentite, dimissioni e cali delle azioni in Borsa. Recentemente, la Commissione parlamentare britannica ha deciso di convocare il numero uno dell’azienda Mark Zuckerberg con lo scopo di testimoniare in merito alla presunta violazione di dati personali da parte della società Cambridge Analytica. Per il momento non è comunque del tutto chiaro se egli andrà a parlare a Londra o meno.

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In seguito, anche il Parlamento europeo sta richiedendo una serie di chiarimenti in merito a questo scandalo informatico. Infatti, il Presidente Antonio Tajani ha affermato che Facebook deve assolutamente precisare la sua posizione, in quanto i 500 milioni di abitanti dell’Unione non tollerano in nessuna maniera la manipolazione della democrazia mediante strumenti informatici. Successivamente, la potentissima Federal Trade Commission ha aperto una nuova indagine su Facebook in seguito alla presunta violazione di dati personali degli utenti sempre da parte della stessa Cambridge Analytica.

Le reazioni da parte della Casa Bianca

Questa vicenda ha ovviamente scatenato una serie di polemiche molto intense a livello globale. In merito a questo caso ha deciso di esprimersi addirittura la Casa Bianca nel corso degli ultimi giorni. Infatti, il vice portavoce dell’amministrazione Trump Raj Shah ha dichiarato che secondo il Presidente degli Stati Uniti è necessario proteggere ad ogni costo la privacy dei cittadini. Inoltre, ha aggiunto che è importante che il Congresso e altri enti siano impegnati nell’esaminazione di questo caso per garantire definitivamente la giustizia e tutelare i cittadini statunitensi.

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La Federal Trade Commission aveva già in passato preso di mira Facebook nel corso del 2011, in quanto quest’ultimo aveva cambiato in maniera piuttosto dubbia il suo accordo sulla privacy nei confronti degli utenti. Se tutto ciò venisse finalmente confermato, questa agenzia potrebbe decidere di multare per migliaia di dollari al giorno il gigante dell’informatica. In seguito a queste recenti vicissitudini, l’azienda che gestisce il popolare social network sta vivendo un periodo molto difficile dal punto di vista finanziario.

Infatti, ha perso addirittura otto punti percentuali presso la Borsa degli Stati Uniti. Inoltre, tutto ciò ha portato alla cessione del 6,8% delle azioni per un valore totale di circa 36 miliardi di dollari.

Le conseguenze dal punto di vista economico

Per il momento, il giovane imprenditore di successo Mark Zuckerberg detiene circa il 16% di Facebook e in seguito a queste vicende ha registrato delle perdite equivalenti a un totale di 5,5 miliardi di dollari. Nonostante ciò, secondo Forbes possiede un patrimonio di circa 69 miliardi di dollari ed è riuscito a contenere gli effetti negativi relativi al crollo delle azioni in borsa grazie ad una serie di scelte piuttosto azzeccate.

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Per il momento, si rifiuta di rilasciare delle dichiarazioni ufficiali e preferisce affidarsi ai suoi collaboratori per comunicare con la stampa mondiale. Secondo le fonti più accreditate la società Cambridge Analytica avrebbe violato la privacy di circa 51 milioni di utenti con lo scopo di favorire la vittoria del candidato repubblicano Donald Trump. Inoltre, quest’ultima avrebbe avuto un ruolo decisivo nella vittoria del nel referendum sulla Brexit nel 2016. A causa di queste recenti polemiche, Alex Stamos, attuale capo della sicurezza dati di Facebook, lascerà questo incarico entro il prossimo agosto. In seguito, egli è stato più volte in disaccordo con l’azienda in merito alle politiche relative alla diffusione di notizie e fake news. Recentemente, ha dichiarato che egli accetterà un cambio di posizione all’interno della società, e cercherà di occuparsi di Facebook in maniera diversa con lo scopo di valutare eventuali rischi alla sicurezza e tutelare la privacy degli utenti.