Vittoria a valanga per Massimiliano Fedriga, candidato del centrodestra alle elezioni in Friuli Venezia Giulia. Con il 57% dei consensi, Fedriga ha doppiato l'avversario del centrosinistra Sergio Bolzonello e ottenuto il quintuplo dei voti rispetto ad Alessandro Fraleoni Morgera, sostenuto dal Movimento 5 Stelle, che si ferma a 11,6%. Il vincitore festeggia anche la netta affermazione della Lega, suo partito di riferimento, che ottiene il 35 per cento.

La ripercussione a livello nazionale

L'affermazione del centrodestra conferma la forza trainante della Lega, specie al Nord, e l'importanza dell'unità di coalizione, ma registra anche la seconda battuta d'arresto del 5 Stelle, che aveva perduto le elezioni in Molise la settimana scorsa, erodendo i consensi da 44 a 31%. Il risultato friulano mostra un crollo ben maggiore, che ridimensiona la lista grillina da 24,6% a 7,2%.

Da parte sua, il partito Democratico galleggia al 18%, ma è lacerato all'interno e la minoranza è in aperto conflitto con Matteo Renzi, che non rinuncia al ruolo di regista dietro le quinte.

La reazione del movimento 5Stelle

La netta sconfitta in Friuli Venezia Giulia non sembra avere scalfito Luigi Di Maio che non rinuncia al suo asse privilegiato con Matteo Salvini, avendogli proposto a tambur battente di presentarsi insieme dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere elezioni immediate a giugno.

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Matteo Salvini Matteo Renzi

La prospettiva sembra improbabile, anche a causa della legge elettorale che agisce come deterrente. Di Maio non può comunque ignorare con la politica dei due forni ha confuso lo scenario, considerando che gli elettori grillini non erano entusiasti del tentativo di alleanza con la Lega e, ancora meno, con il partito Democratico. Il leader 5Stelle sembra essere vittima della sua stessa strategia, che si rivela ogni giorno più logorante, pagandone il prezzo in termini elettorali, a meno di due mesi dalle votazioni del 4 marzo.

I fermenti crescenti nel partito Democratico

Matteo Renzi ha dichiarato che è possibile dialogare con il Movimento 5Stelle ma non si può votare la fiducia a un governo Di Maio, perché il partito Democratico ha perso le elezioni quindi deve accettare un ruolo di opposizione, evitando di far rientrare dalla finestra ciò che gli elettori hanno allontanato dalla porta. La reazione sdegnata della minoranza Pd non si è fatta attendere e il segretario reggente Maurizio Martina ha rincarato la dose accusando non troppo velatamente Renzi di avere sbagliato nel merito e nel metodo, minacciando ulteriori scintille alla prossima direzione del 3 maggio.

Le prossime mosse del centrodestra

Silvio Berlusconi plaude alla vittoria, anche se Forza Italia si attesta in Friuli Venezia Giulia intorno al dodici per cento, perché La crescita complessiva della coalizione, dal 43% del 4 marzo al 62% di oggi, può essere un ulteriore viatico per tentare la carta di un governo di minoranza a trazione leghista, che potrebbe trovare i numeri mancanti tra i parlamentari non ansiosi di tornare alle urne.

Matteo Salvini preferirebbe, al contrario, un estremo tentativo di dialogo con i 5Stelle, per scongiurare estenuanti battaglie in parlamento su ogni provvedimento alla mercé dei franchi tiratori.

Il ruolo del Quirinale

Il pallino passa ora al Quirinale che, se dovesse scartare l'idea di un governo di minoranza, potrebbe giocare la carta della figura istituzionale che metta mano ad alcuni interventi, compresa la nuova legge elettorale, purché tutti i leader accettino di fare il passo di lato. Sergio Mattarella vorrebbe evitare elezioni in ogni caso, ma le fibrillazioni interne ai partiti potrebbero forzare la mano in quella direzione, se non a giugno forse proprio in autunno.

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