Stamattina gli italiani si sono svegliati, ancora una volta, con grafici di risultati elettorali. Questa volta è stato il turno delle Elezioni regionali nella regione Friuli-Venezia-Giulia. A mezza mattina, mentre era in corso un terzo dello scrutinio delle sezioni elettorali, il candidato alla presidenza della regione della coalizione del centrodestra, Massimiliano Fedriga, contava con il 55,6 per cento dei voti.

Sergio Bolzonello del Partito Democratico ha il 28,5 per centro. È sceso ancora il Movimento 5 Stelle: il loro candidato, Alessandro Fraleoni Morgera, ha ottenuto il 12,9 per cento. E infine Sergio Ceccotti, candidato del Patto per l'Autonomia, è al 3 per cento. Questi sono i risultati, indicativi, di 489 sezioni su 1369.

La presenza di Silvio Berlusconi

Per Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia, in Friuli-Venezia-Giulia si consolida voto per voto la netta vittoria della coalizione del centrodestra.

Alle politiche ha vinto il 43 per cento dei voti e in queste elezioni regionali sembra superare il 50 per cento. “I dati parlano chiaro – dichiarato Cattaneo -. Siamo testimoni del crollo del Movimento 5 Stelle. Il partito che rischia di non chiudere nemmeno con il 15 per cento dei voti dopo avere avuto il 25 per cento alle elezioni politiche del 4 marzo”. Cattaneo ha aggiunto che Forza Italia gode di consenso popolare, grazie soprattutto alla campagna elettorale svolta dal presidente Silvio Berlusconi, che era in prima fila a comizi ed eventi pubblici.

Le previsioni di Giorgio Mulè

C’è chi questi risultati li aveva previsti da ieri sera. Secondo Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce di Camera e Senato, il Movimento 5 Stelle pagherà il prezzo dell’atteggiamento di Luigi di Maio, che “tiene in ostaggio l’Italia perché non vuole rinunciare alla poltrona di presidente del Consiglio”. Mulè dice che “la quotidiana lezione di democrazia a Luigi Di Maio, che tiene l’Italia appesa alla ricerca di una maggioranza purchessia dopo le elezioni politiche, è sul concetto di alleanza politica”.

Per Mulé, il M5S avrebbe ripetuto (come si sta verificando) la performance delle elezioni in Molise. “Dopo la scorsa bastonata del Movimento 5 Stelle in Molise, in Friuli-Venezia-Giulia ci sarà di nuovo la prova di cosa significa per il centrodestra essere alleati. L’alleanza riscuote la fiducia degli elettori cittadini sulla base di valori e programmi condivisi dai diversi partiti della coalizione”. “La sete di potere – ha concluso il deputato - è quella che anima Luigi Di Maio e i dirigenti del partito 5 Stelle”.

Il fantasma dell’astensione

Purtroppo, le elezioni in Friuli-Venezia-Giulia sono state segnate dall’alta astensione. Circa un lettore su due è andato a votare. L’elezione del presidente e 49 consiglieri della regione e 19 sindaci e altri consiglieri comunali non ha accesso l’entusiasmo degli elettori. L'affluenza dunque è rimasta al 49,65 per cento. Nella regione hanno votato soltanto 549.806 elettori su 1.107.415 aventi di diritto al voto.

Nel caso specifico della circoscrizione di Udine, dove si svolgevano le elezioni per il comune capoluogo, la partecipazione è arrivata solo al 52,60 per cento. Il numero più basso si è registrato a Trieste con il 44 per cento. Tuttavia, è in crescita rispetto al 10,26 per cento delle elezioni dell’anno 2013. Nonostante la campagna insistente per andare a votare, gli elettori non hanno risposto positivamente.

Resta il dubbio di che cosa potrà succedere se si torna al voto delle politiche nel mese di giugno, come ha suggerito dal leader Luigi Di Maio nelle ultime ore.

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