In uno dei momenti più delicati dal punto di vista istituzionale per il panorama politico italiano, gli attori politici protagonisti di questa fase di governo sembrano assumere un atteggiamento piuttosto positivo. I premier dei cosiddetti partiti "euroscettici" (ovvero i gruppi politici critici nei confronti dell'operato dell'UE) sono orgogliosi di essere riusciti a raggiungere un'intesa che non porterà ad un governo "tecnico", seppur affidato alle competenze di un personaggio privo di alcuna esperienza Politica.

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Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle (M5S), ha sancito, il giorno della nomina a primo ministro di Giuseppe Conte, la "nascita della Terza Repubblica", facendosi promotore della ricostruzione del paese. Per non spostare il dibattito sulla legittimità del paragone con gli anni di Tangentopoli, ammettiamo pure che sia così: l'Italia va verso la ricostruzione delle istituzioni, rimuovendo il vecchio establishment, e proponendo un nuovo modo di fare governo.

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A questo punto, se ipotizziamo che questa sia una fase "rivoluzionaria" del modo di fare politica in Italia, è opportuno prima di tutto definire quali siano i tratti caratteristici di questo "nuovo modo di governare": per farlo, è doveroso volgere lo sguardo al di fuori dello scenario italiano.

Piuttosto che porre il focus sul neo-primo ministro italiano, questo articolo punta ad analizzare e confrontare le dichiarazioni della stampa estera, per offrire un quadro generale di come i media degli altri paesi stanno percependo quanto sta accadendo in Italia in questi giorni.

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Politica Curiosità

I media esteri

Nelle principali testate giornalistiche online degli Stati europei ed extra-europei non filtra ottimismo verso i leader politici del nostro governo. Al contrario, è possibile riscontrare un clima di preoccupazione e insicurezza riguardanti i rapporti con l'Unione Europea e l'instaurazione di un nuovo tipo di leadership.

Il primo esempio viene dal "Times", quotidiano britannico, che nel titolo del 24 maggio scrive: "Allarme in Europa per l'ascesa al potere dei populisti".

Inoltre anche i mercati si stanno dimostrando piuttosto preoccupati dalla prospettiva che l'Italia possa non rispettare le norme sul deficit dell'UE. L'articolo appare abbastanza critico nei confronti del sistema politico italiano, soprattutto perché si teme che il nuovo governo "populista" possa in qualche modo compromettere le relazioni internazionali: "Negli ultimi discorsi, Salvini ha affermato che la teoria economica dei populisti era semplice.

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Spendendo pesantemente, l'Italia potrebbe rilanciare l'economia, il che contribuirà a ridurre il suo ammontare di debito di 2.300 miliardi di euro". Nella stessa news, si legge che il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, ha ammonito l'Italia, asserendo che il debito pubblico deve essere ridotto, essendo il più alto in Europa dopo la Grecia.

Il canale di notizie americano CNBC, nella sezione news dall'Europa, titola: "La scelta del primo ministro da parte dei partiti populisti italiani è arrivata insieme agli avvertimenti dell'Europa di rispettare le regole per sanare il bilancio".

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Il sito americano definisce i partiti di Lega e M5S come forze "anti-establishment", ovvero dei movimenti che punterebbero ad un operato non coerente rispetto alle normative sovra-nazionali. Pertanto, anche in questo articolo si legge che l'UE ha "consigliato" all'Italia di ridurre il debito pubblico.

Lo stesso vale per il "Guardian", giornale inglese. Il titolo fa intuire la preoccupazione dell'UE a proposito della retorica dei partiti italiani al potere: "Il governo italiano è in rotta di collisione con l'UE?". La preoccupazione maggiore, secondo quanto riportato, consiste nel fatto che un governo di matrice populista come quello appena insediatosi, avrebbe l'ambizione di "riscrivere le regole dell'UE", avvicinando le due policy contraddittorie di abbassare le tasse e aumentare la spesa pubblica.

Il "Japan Times" (storico quotidiano giapponese in lingua inglese) definisce, in accordo con gli altri quotidiani, Conte come il leader del "primo governo populista". Anche in quest'articolo viene menzionato il "nervosismo" dell'UE nei confronti dell'Italia "populista". Infatti, il giornale riporta il timore dei mercati finanziari nei confronti del programma di Lega e M5S che include il reddito di base e una Flat Tax che non farebbero altro che incrementare il debito.

Considerazioni

Per ragioni di spazio, questi sono solo 4 dei numerosi articoli di stampa estera che riguardano la precaria situazione italiana di questi giorni. I punti in comune tra queste news sono: crescente preoccupazione da parte dell'UE (nei confronti dei leader euroscettici); una retorica populista dei partiti che non permette un'analisi trasparente delle policy che verranno effettivamente implementate; la contraddizione nel programma politico dei partiti (da una parte si vogliono abbassare le tasse, dall'altra si vuole aumentare la spesa pubblica), una sfiducia dei mercati finanziari collegata ai precedenti temi e al fatto che l'Italia non dispone di una solida base economica da cui attingere.

A questo punto, parlare di Terza Repubblica sarebbe quasi lecito: se un governo come quello giallo-verde riuscisse ad ottemperare agli impegni di cui si sta facendo portavoce, compirebbe una rivoluzione politica mai vista fino ad ora. Ad ogni modo, riuscire a sanare il debito pubblico utilizzando una riforma fiscale di stampo "keynesiano" (secondo la quale a più consumo corrispondono più investimenti, e quindi un aumento dell'occupazione) rappresenta una strategia fallace in un sistema economico internazionale in espansione, in cui ad una maggiore spesa pubblica consegue una maggiore spinta verso il fenomeno dell'inflazione. Questa contraddizione andrebbe a colpire anche la fiducia dei mercati, che risponderebbero evitando gli investimenti in un paese "a rischio".

Economia a parte, l'analisi degli articoli online della stampa estera è un elemento simbolico che permette di studiare questa fase politica da un punto di vista diverso, non contaminato da logiche populiste. I giornali internazionali descrivono efficacemente il sistema politico italiano senza menzionare la Terza Repubblica: al contrario, quello che si sta verificando con la nascita della XVIII legislatura, è la prosecuzione di quelle dinamiche populiste che sono state in embrione fino alla scomparsa della legittimità politica dei grandi partiti di centrodestra e centrosinistra.

La necessità di cambiamento sostenuta dai leader dei partiti deve attenersi alle regole internazionali dettate dall'Europa e dagli altri competitori internazionali se vuole rimanere a galla. In sintesi, prima di creare una Terza Repubblica, sarebbe opportuno correggere gli errori prodotti dalla seconda.

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