Trattative governo: ecco gli aggiornamenti sulla giornata politica

- 23:52 - Questa sera dunque, a Palazzo Grazioli il centrodestra ha provato a trovare una linea unitaria, ma la ricerca di un punto di accordo non ha dato l’esito sperato. Secondo le ultime indiscrezioni, domani mattina – prima di salire al Colle da Sergio Mattarella – Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni dovrebbero rivedersi.

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A dividere il leader della Lega e quello di Forza Italia è la possibile intesa tra il Carroccio e il M5S, con il Cavaliere che invece approverebbe il governo di tregua proposto da Mattarella. Salvini però si sarebbe opposto fermamente ad un governo del Presidente, spiegando al numero uno di Forza Italia che l’unica alternativa possibile ad un governo politico sarebbe quella delle elezioni. Berlusconi però non sembra disposto a tornare sui suoi passi ed anzi, avrebbe ribadito la sua volontà di non farsi da parte in caso di governo con i grillini, sottolineando come Forza Italia non sarà disponibile ad accordare alcun appoggio esterno ad un eventuale esecutivo targato Lega-5 Stelle.

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23:35 - Dopo il vertice andato in scena questa sera a Palazzo Grazioli, l'accordo all'interno della coalizione di centrodestra non è ancora stato raggiunto. Salvini sembra essere tentato dalla proposta del M5S, mentre Berlusconi guarda con interesse ad un possibile governo del Presidente. In questo momento tutte le ipotesi sono sul campo, anche quella di un clamoroso strappo tra Lega e Forza Italia.

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Politica Matteo Salvini

23:01 - Si è da poco concluso il vertice della coalizione di centrodestra che si è tenuto a Palazzo Grazioli con protagonisti Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. L'incontro si è concluso senza annunci, con il leader della Lega e quella di Fratelli d'Italia che sono andati via senza rilasciare alcuna dichiarazione. Al momento sembra che all'intero della coalizione sia piuttosto forte la tensione, con Salvini che guarda ai 5 Stelle, escludendo nel modo più categorico possibile qualsiasi forma di appoggio ad un governo di tregua, con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che potrebbe richiedere ai partiti di partecipare ad un esecutivo istituzionale per senso di responsabilità.

Silvio Berlusconi invece, non esclude la possibilità di appoggiare un governo del genere, mentre ritiene assolutamente inaccettabile il veto posto dai grillini alla sua persona. A poche ore dall'inizio delle consultazioni dunque, sembra essere ancora lontano un accordo all'interno del centrodestra, con le parti che dovranno aggiornarsi nuovamente prima di salire al Quirinale da Sergio Mattarella.

19:21 – Manca ormai poco all’incontro di Palazzo Grazioli tra i leader del centrodestra.

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In quella sede Matteo Salvini porterà a Giorgia Meloni e a Silvio Berlusconi l’offerta di Luigi Di Maio che si articola in questo modo:

  • Governo politico tra M5S e Lega, con la presenza di soli ministri espressione dei delle due forze politiche che hanno vinto le elezioni.
  • Premier terzo, possibilmente esterno a M5S e Lega. Di Maio però in extrema ratio avrebbe aperto anche ad un nome leghista gradito dai grillini
  • Veto sulla partecipazione a questo governo nei confronti di Forza Italia e di Fratelli d’Italia che però potranno, se vorranno, garantire un appoggio esterno all’esecutivo.
  • I due leader – Luigi Di Maio e Matteo Salvini – resterebbero fuori dall’esecutivo e a loro non verrebbe affidato nessun ministero.

18:46 – Dunque da parte di Matteo Salvini sarebbe arrivata un’apertura nei confronti del leader del Movimento 5 Stelle.

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Il numero uno del Carroccio infatti ha apprezzato la presa di coscienza di Di Maio che ha ufficializzato il passo indietro per favorire la nascita di un governo. Ora però il leader leghista dovrà fare una sintesi delle posizioni in campo e – dopo aver incontrato Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni a Palazzo Grazioli – dovrà prendere una decisione. Il Cavaliere infatti non sembra disposto a farsi da parte e dunque, se Salvini vorrà fare un governo con i grillini, dovrà arrivare a rompere la coalizione di centrodestra.

18:44 - Secondo quanto riportato dall'Ansa, fonti della Lega esprimono apprezzamento per le dichiarazioni rilasciate quest'oggi da Luigi Di Maio nel corso della trasmissione "Mezz'ora in più" di Lucia Annunziata, con il leader del M5S che ha annunciato la sua disponibilità a rinunciare all'incarico di premier nel caso in cui questo suo gesto dovesse favorire la formazione di un governo politico. La Lega inoltre ha ribadito l'indisponibilità verso qualsiasi governo del presidente.

18:20 - Mentre Matteo Salvini si incontrerà con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni a Palazzo Grazioli per studiare la risposta da dare a Luigi Di Maio, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è alle prese con la difficile risoluzione di un puzzle che sta diventando davvero molto complicato. Se infatti dovesse rivelarsi impossibile formare un governo politico, il Capo dello Stato starebbe valutando una soluzione a sorpresa: se da un lato è trapelata da giorni la volontà di proporre ai partiti un governo del Presidente, facendo leva su un rigurgito di responsabilità da parte delle diverse forze politiche, nelle ultime ore starebbe emergendo l’intenzione di Mattarella di affidare il mandato ad una figura femminile, una donna di spessore che sia capace di rappresentare da un lato una novità sociale e dall’altro quella personalità che serve per guidare un governo che sarà chiamato a tenere insieme forze politiche anche opposte tra di loro. Al momento il Capo dello Stato non avrebbe ancora individuato questa figura, ma ci starebbe lavorando in queste ore, il tutto in attesa di ricevere un segnale da Palazzo Grazioli, con Salvini, Berlusconi e la Meloni che dovranno dare una risposta a Luigi Di Maio. Risposta che con ogni probabilità sarà molto simile ad un due di picche, l’ennesimo ricevuto in questi 60 giorni dal leader del M5S.

17:28 - Di Maio ha lanciato nuovamente la palla nel campo del centrodestra e stasera Salvini, Berlusconi e Salvini saranno chiamati a dare una risposta per presentarsi di fronte al Capo dello Stato con un posizione unitaria. L’idea del leader della Lega sembra essere sempre la stessa: quella di dare vita ad un governo di scopo, con dei punti precisi ed un orizzonte temporale ben delineato, con il centrodestra unito ed il M5S. Dunque, al momento, Salvini non sembra intenzionato a rompere con Berlusconi, ma la certezza arriverà solo questa sera dopo il vertice di Palazzo Grazioli.

16:30 - A questo punto tutti i riflettori della Politica italiana si spostano su Palazzo Grazioli, dove questa sera andrà in scena l'incontro tra Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, in una summit che dirà molto sulle sorti del prossimo governo. La coalizione di centrodestra infatti - e soprattutto il leader del Carroccio - sarà chiamata a dare una risposta a Di Maio.

16:11 - Le prossime ore saranno decisive per la formazione di un nuovo governo: ora la palla si trova nella metà campo del centrodestra, con Matteo Salvini che dovrà decidere se confermare ancora una volta l'alleanza con Forza Italia, oppure mollare Silvio Berlusconi e formare un governo con Luigi Di Maio. Se questa ipotesi non dovesse realizzarsi, Mattarella starebbe pensando di mettere in campo la carta del governo del Presidente: anche questa strada però, è particolarmente stretta, con M5S e Lega che hanno già annunciato la loro contrarietà ad una soluzione di questo tipo. In caso di chiusura da parte di grillini e leghisti, l'esecutivo non avrebbe i numeri per partire e il rischio concreto sarebbe quello di una vera e propria paralisi istituzionale.

15:35 - Dunque Luigi Di Maio ha annunciato ufficialmente la volontà di fare un passo indietro, con l'obiettivo di realizzare un governo politico con la Lega di Matteo Salvini. Il progetto esposto dal leader dei grillini sarebbe quello di formare un esecutivo con il Carroccio, con una figura terza nel ruolo di premier, che possa affrontare le tematiche più urgenti per il Paese. Di Maio inoltre ha ribadito il veto nei confronti di Forza Italia e di Silvio Berlusconi, ritendendo impossibile formare un esecutivo che debba risolvere i problemi degli italiani, con chi ha contribuito a creare questi problemi. Ora la palla passa a Salvini e alla coalizione di centrodestra: stasera il leader del Carroccio, Berlusconi e la Meloni si riuniranno a Palazzo Grazioli per provare a trovare una linea comune da presentare domani al Capo dello Stato. Al momento è difficile immagine che il leader di Forza Italia possa accettare di compiere un passo indietro, con Salvini che dovrà scegliere: spaccare l'alleanza di centrodestra e governare con Salvini, oppure mantenere unita la coalizione?

Trattative governo: Di Maio annuncia il passo indietro

14:40 - Di Maio interviene a 'Mezz'ora in più': "Matteo Salvini sa che se il punto è realizzare delle cose per gli italiani - ed io vengo dalla terra dei fuochi - e l'ostacolo è Luigi Di Maio premier, allora scegliamo insieme un Presidente del Consiglio a patto che questo Presidente realizzi il reddito di cittadinanza, l'abolizione della Legge Fornero ed una serie legge sull'anticorruzione per rilanciare la meritocrazia in questo paese. Se l'obiettivo è realizzare i fatti, allora io sono sicuro che chi ha a cuore la gente, allora una soluzione la trova. Soprattutto se il rischio è che arrivi un altro algido governo tecnico che non è connesso con il Paese. E' arrivato di dare risposte alla gente. Insieme io e Salvini possiamo scegliere un ministro che non sia né io né Di Maio, non è importante se sia del M5S o della Lega. L'importante è sia una personalità in grado di comprendere il momento storico. Ho bisogno di gente che abbia testa e cuore. Quando abbiamo realizzato che non avevamo la maggioranza assoluta abbiamo dovuto rivolgerci alle forze politiche e ci siamo rivolti agli altri vincitori delle elezioni, ossia alla Lega. Quando abbiamo iniziato la discussione sul contratto, Salvini ha sempre detto che il Presidente del Consiglio deve andare al centrodestra, a quel punto la mia persona rappresentava l'argine alla coalizione di centrodestra. Ora siamo nella terza Repubblica, i politici fanno un passo indietro e i cittadini fanno un passo avanti. Non riesco ad immaginare di poter affrontare i problemi del Paese con chi i problemi li ha affrontati. Se riusciremo a formare un governo di questo tipo va bene, altrimenti si formerà un governo tecnico che non avrà l'appoggio dei 5 Stelle. Non so se Berlusconi sia disposto a fare un passo indietro, ma deve essere chiaro che noi cerchiamo di dare una risposta agli elettori. Se dovesse arrivare un'altra chiusura, non avremmo problemi a tornare al voto. E' evidente che l'idea è fare un contratto di governo M5S-Lega, con un Presidente del Consiglio condiviso. Noi vogliamo un governo politico con la Lega su determinati punti. Abbiamo provato a realizzare un contratto con il PD e ci è costato molto, ma anche in quel caso abbiamo capito che valevano più le dinamiche interne che i problemi degli italiani. Se il Presidente Fico riceve un incarico per accertare la disponibilità del PD al dialogo con il M5S e il PD afferma che esiste la disponibilità al dialogo e in quella delegazioni ci sono due capigruppo renziani, di certo non ci siamo chiesti 'vediamo come va'. Hanno meravigliato un po' tutti le parole di Renzi, non credo che Martina si sarebbe lanciato in un'apertura di quel tipo senza che arrivasse un parere positivo di Renzi. Evidentemente valgono più i giochi di potere interni che il bene del Paese. Ora io sto sentendo il PD dire, ci siamo per un governo del Presidente: l'unico obiettivo per loro è che il M5S non vada al governo, poi qualunque altra cosa va bene, anche quella di andare al governo con Silvio Berlusconi. Questo lo dovranno spiegare ai loro elettori. Se Mattarella facesse un tipo di governo con persone terze, competenti e popolari, cosa farebbe il M5S? Credo che il Quirinale sappia dal primo giorno che il Movimento non sarebbe stato disponibile a governi del Presidente, tecnici o di scopo. Non sono persone che hanno una connessione con il Paese. Io credo molto nel fatto che debbano esserci dei governi politici. Le persone si scoraggerebbero, si troverebbero al governo con persone non votate dagli italiani. Se non si riuscisse a realizzare un governo politico, si dovrebbe tornare al voto. So che il Presidente ha avuto serie difficoltà a gestire questo momento. Quando sono stato eletto capo politico del Presidente, la prima cosa che ho fatto è andare da fargli visita. Lo riconosco come figura di garanzia. Se oggi si trova nelle condizioni di dover ricorrere ad un governo del Presidente, è perché le forze politiche di destra e di sinistra non si sono assunte le proprie responsabilità. Per il governo del Presidente non ci sono i numeri: se noi non ci siamo e, da quel che sento non c'è neanche la Lega di Salvini, non esisterebbe una maggioranza. Noi voteremmo contro un governo del Presidente. Noi abbiamo ottenuto oltre 11 milioni di voti e nel momento in cui entriamo nella democrazia partecipativa, decidiamo anche di dialogare con le altre forze politiche perché non abbiamo i numeri, e riceviamo il due di picche, in questo scenario il vero grande pericolo è che una forza come la nostra inizi ad allontanarsi dalla democrazia rappresentativa. La posta in gioco è alta, sarebbe il fallimento della democrazia rappresentativa. Si creerebbe la disaffezione nelle istituzioni della Repubblica che può sfociare in tante cose e non voglio assolutamente minacciare nessuno, ma c'è il rischio di azioni non democratiche, che la gente non creda più nelle istituzioni. Aumenterebbe l'astensione. Il M5S è un argine alle derive, siamo convinti che la strada istituzionale sia quella giusta per cambiare il Paese. L'unica alternativa è quella di tornare al voto e di far scegliere ai cittadini in una sorta di ballottaggio tra M5S e Lega. Abbiamo la consapevolezza che il Parlamento sta lavorando nella commissione speciale e dovremo analizzare il def, con l'obiettivo di tenere i conti in ordine: siamo disponibili a impedire l'aumento dell'Iva. Non vedo le condizioni per creare un governo che non sia politico e credo che ci siano le condizioni per tenere i conti in ordine con il governo Gentiloni. Resto ottimista, sono qui per provare a trovare una soluzione responsabile per rispondere alle domande dei cittadini".

14:27 - Tra pochi minuti Luigi Di Maio sarà ospite di Lucia Annunziata nel corso del programma 'Mezz'ora in più', in onda su Rai Tre. C'è grande attesa per le parole del leader grillini che in queste ore ha riaperto il 'forno' con la Lega di Matteo Salvini, mantenendo il veto su Silvio Berlusconi.

13:40 - In queste ore Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono tornati a dialogare, con l’obiettivo di trovare la quadratura del cerchio per provare a far partire un nuovo esecutivo. I tempi della nuova trattativa però, dovranno essere necessariamente molto stretti perché nella giornata di domani il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella terrà delle nuove consultazioni nelle quali si aspetta di conoscere l’esistenza di eventuali maggioranze per dare avvio ad un governo. Nel caso in cui i partiti non dovessero offrire al Capo dello Stato le risposte richiesta, Mattarella giocherebbe la carta del cosiddetto governo di ‘treagua’, affidandosi alla responsabilità delle forze politiche. In questo momento dunque, il dialogo tra il Movimento 5 Stelle e le Lega continua, ma continua ad esserci un ostacolo che impedisce di trovare un accordo: vale a dire la presenza di Silvio Berlusconi. Di Maio infatti vuole che il Cavaliere e Forza Italia non entrino a far parte del govrno, mentre Salvini non sembra intenzionato ad arrivare alla rottura della coalizione di centrodestra.

12:32 - Mentre le trattative tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini per la formazione di un governo continuano in modo incessante, c’è grande attesa per le consultazioni di Sergio Mattarella che si terranno nella giornata di domani. Da parte del Capo dello Stato infatti, potrebbe arrivare una mossa a sorpresa, con un appello ai partiti davanti al Paese, richiamandoli ad un rigurgito di responsabilità. In tal caso dunque, il Presidente della Repubblica potrebbe di fatto abbandonare la possibilità di realizzare un governo ‘politico’ – andando oltre il tentativo in extremis messo in atto da Di Maio e Salvini –provando a costituire un governo del Presidente. Una mossa del genere finirebbe per rimettere al centro della scena PD e Forza Italia – favorevoli ad un’ipotesi di questo tipo – mettendo in grossa difficoltà M5S e Lega, da sempre contraria ad un governo del Presidente.

12:15 - Questa sera Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni si incontreranno Palazzo Grazioli per provare a stabilire una linea comune da tenere domani davanti a Sergio Mattarella, nel corso delle consultazioni del Capo dello Stato. Trovare una posizione unitaria però, non sarà affatto semplice: al di à delle dichiarazioni ufficiali infatti, è dietro le quinte che i protagonisti stanno valutando scenari divergenti. Da una parte c’è Salvini che continua a mantenere acceso i ‘forno’ con il Movimeno 5 Stelle e con Luigi Di Maio, attendendo le mosse del leader grillino: quest’ultimo infatti, da un lato sembra aver accettato la proposta di Salvini di convergere in una sorta di governo tecnico, rinunciando ad essere lui stesso il premier – facendo spazio ad una figura terza – dall’altro però, Di Maio continua a porre il veto nei confronti di Silvio Berlusconi. A questo punto dunque, la palla passa a Salvini: il leader del Carroccio romperà con il Cavaliere? In casa Lega si sussurra che Salvini sarebbe pronto a dire addio a Berlusconi nel caso in cui il numero uno di Forza Italia dovesse dichiararsi disponibile ad un governo di ‘tregua’, ipotesi totalmente scartata dalla Lega. Dunque nella coalizione di centrodestra, si viaggia apparentemente uniti, ma i punti di vista sembrano essere assolutamente diversi, con Salvini e Berlusconi che aspettano dei segnali da Di Maio e Mattarella. Il leader del M5S è chiamato a dare una risposta definitiva alla Lega, accettando la proposta avanzata dal Carroccio nei giorni scorsi, mentre il Capo dello Stato potrebbe scompaginare i piani, cambiare schema e invitare tutti alla responsabilità. A quel punto Salvini e la Meloni sarebbero spiazzati e la partita all’interno del centrodestra dovrebbe ripartire quasi da zero.

11:01 - Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono tornati a parlarsi nelle ultime ore, alla ricerca di un accordo per la formazione di un governo. Il nodo da dipanare resta sempre quello legato alla presenza di Silvio Berlusconi, con i grillini che lo vorrebbero fuori da un eventuale esecutivo. Grillini e leghisti però, hanno iniziato a parlare anche di temi, andando a individuare 4 punti che potrebbero rappresentare una bozza di accordo per un’alleanza di governo. Eccoli nel dettaglio:

  • Via la legge Fornero: Lega e M5S vogliono superare questa legge. Nei programmi di entrambe le forze politiche c’è l’introduzione per tutti della ‘quota 100’ (età anagrafica più età contributiva) he dovrebbe sostituire la ‘quota 41’ (età anagrafica)
  • Vincoli di bilancio da modificare: sia la Lega che il M5S sono determinati a discutere con l’Unione Europea i vincoli di bilancio.
  • Risoluzione della questione relativa all’immigrazione: si punta al rimpatrio dei migranti irregolari. Questo punto ha sempre rappresentato un cavallo di battaglia per la Lega, ma anche il M5S ha sollecitato degli interventi in tal senso.
  • Impedire l’aumento dell’Iva : in assenza di manovre compensative, le clausole di salvaguardia dell’Italia prevedono l’aumento dell’Iva nel gennaio del 2019. Salvini e Di Maio vogliono evitare questo aumento, modificando il Def lasciato in eredità dal governo Gentiloni.

10:33 - Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de La Repubblica, in questo momento Luigi Di Maio ha tutto l’interesse ad allontanare da sé l’accusa di aver fatto precipitare il Paese alle urne pur di ‘conquistare’ Palazzo Chigi. Il leader del M5S si è accorto di essere rimasto con il cerino in mano e vorrebbe spegnerlo prima di presentarsi domani al Quirinale.

10:05 - La trattativa tra la Lega ed il Movimento 5 Stelle si è ufficialmente riaperta. Da venerdì e nelle ultime 48 ore il filo tra i leghisti e grillini che sembrava essersi rotto in maniera irreparabile, è stato riannodato e in queste ore si sta provando a trovare una soluzione prima delle consultati che Sergio Mattarella terrà nella giornata di domani. L’ultima idea alla quale starebbero lavorando le parti sarebbe quella di un premier terzo: né Salvini, né Di Maio a Palazzo Chigi. Si lavora alla realizzazione di una sorta di governo ‘tecnico’, con i veti di sempre: se infatti da un lato il leader del M5S sembra disposto a rinunciare al ruolo di premier, dall’altro non cade il ‘no’ alla presenza di Silvio Berlusconi e di Forza Italia all’interno dell’esecutivo. La rinuncia a Di Maio premier, viene considerato un passo in avanti importante dalle parti del M5S e, in tal senso, i grillini si attendono che Matteo Salvini ne compia uno altrettanto grande, vale a dire quello di strappare con Forza Italia, dando vita al governo del cambiamento. Le prossime ore saranno decisive per capire quali sono i reali margini per chiudere la trattativa. Al momento però, c’è una certezza: il forno tra Lega e M5S è ufficialmente riaperto.

09:11 - In queste ore quindi si deve registrare la svolta sorpresa di Luigi Di Maio che per la prima volta ha aperto ad un governo che non lo veda nel ruolo di premier. Sin dalla sera del 4 marzo infatti, il Movimento 5 Stelle aveva ribadito come la presenza di Di Maio a Palazzo Chigi fosse un requisito indispensabile per la formazione di qualsiasi tipo di governo: i tanti tentativi andati a vuoto di formare quel famoso esecutivo del cambiamento però, rischiano di lasciare i grillini - agli occhi degli elettori - con il cerino in mano e, per questo motivo, anche se in estremo ritardo, i 5 Stelle hanno deciso di cambiare linea, non rinunciando però al vero su Silvio Berlusconi e su Forza Italia.

07:05 - Questa sera a Palazzo Grazioli ci sarà il vertice della coalizione di centrodestra che vedrà la presenza del padrone di casa Silvio Berlusconi, di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni. I tre leader di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia si incontreranno per concordare una linea comune a poche ore dalle consultazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In queste ore tra le file di FI serpeggia un certo malcontento per la riapertura del dialogo tra M5S e Lega, con il timore di essere tagliati fuori.

06:37 - Dunque il nodo cruciale tra Movimento 5 Stelle e Lega resta quello relativo alla presenza di Silvio Berlusconi nel governo. I grillini infatti, sono arrivati a concedere a Forza Italia al massimo il sostegno esterno, senza la presenza di ministri all’interno dell’esecutivo. Di fronte a questi paletti posti dal M5S dunque, la situazione è tornata al punto di partenza: Berlusconi infatti considera questa proposta avanzata da Di Maio assolutamente ‘indecente’ e l’ha respinta con forza anche questa volta. Salvini dal canto suo, si rifiuta di rompere la coalizione di centrodestra, abbandonando Forza Italia. Ne consegue quindi, una situazione di stallo che solo il Capo dello Stato potrà provare a sbloccare.

- Il passo di lato di Luigi Di Maio potrebbe essere arrivato fuori tempo massimo. Nelle corso delle tante telefonate intrattenute nella giornata di ieri, il leader del Movimento 5 Stelle si è detto pronto a rinunciare al ruolo di candidato premier, appoggiando l'idea lanciata da Matteo Salvini nei giorni scorsi: vale a dire quella di un esecutivo a termine, guidato da una figura esterna ai partiti, con un programma che preveda pochi punti, come ad esempio quello di impedire l'aumento dell'Iva, una stretta sull'immigrazione, il superamento della legge Fornero e una nuova legge elettorale che possa garantire la governabilità al Paese. Il leader del Movimento 5 Stelle però, ha posto ancora una volta una sola condizione, inderogabile, quella sulla quale si sono arenati tutti gli altri tentativi delle ultime settimane: vale a dire che Forza Italia e Silvio Berlusconi restino fuori da questo esecutivo.

In questo weekend le diverse forze politiche stanno studiando le risposte da dare al Capo dello Stato nelle consultazioni che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella terrà nella giornata di domani. La posizione del Movimento 5 Stelle sembra essere piuttosto chiara: dopo aver provato per 60 giorni - senza fortuna - a formare un governo del cambiamento, prima con la Lega e poi con il Partito Democratico, Luigi Di Maio non sembra intenzionato ad appoggiare un eventuale governo di 'tregua', vale a dire un esecutivo che veda coinvolte tutte le forze politiche, unite in un rigurgito di responsabilità per far uscire il Paese dallo stallo che sta vivendo dalla sera del 4 marzo scorso. Anche la Lega di Matteo Salvini non vuole dare il proprio appoggio ad un governo del Presidente, preferendo optare per un esecutivo politico. Nelle ultime ore il leader del Carroccio ha lanciato una proposta a Di Maio e ai grillini: unirsi per formare un governo che duri fino al dicembre 2018, affrontando pochi, ma importanti punti, quali la necessità di impedire l'aumento dell'Iva o quella di realizzare una legge elettorale che garantisca governabilità al Paese.In casa Partito Democratico invece, dopo essersi detto assolutamente indisponibile a dar vita ad un governo politico guidato da Luigi Di Maio o da Matteo Salvini, Matteo Renzi ha offerto il proprio appoggio ad un governo istituzionale, magari con la possibilità di realizzare quelle riforme che, secondo i dem, non sono più rinviabili per l'Italia. Su questa linea potrebbe convergere anche Silvio Berlusconi, da settimane incline a formare una maggioranza che veda coinvolto anche il Partito Democratico di Matteo Renzi.

Segui su Blasting News il live della giornata politica, con i diversi partiti che provano a trovare un accordo per la formazione del governo.

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