L’Italia non è più il principale Paese di approdo per i barconi carichi di migranti che solcano il Mediterraneo, superata ormai di gran lunga dalla Spagna. È questo il dato più significativo contenuto nel recente rapporto dell’Unhcr, l’Agenzia Onu che si occupa di rifugiati, richiedenti asilo e migrazioni.

Secondo i numeri forniti dall’Unhcr, inoltre, gli sbarchi nelle coste sud dell’Europa sono notevolmente diminuiti nell’ultimo anno. L’inversione di tendenza nel numero di profughi accolti da Italia e Spagna, poi, si è registrata a partire dal mese di giugno, in concomitanza con la formazione del governo giallo-verde formato da M5S e Lega. La linea dura adottata dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dunque, numeri alla mano, sembra pagare.

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I numeri dell’Unhcr: calano gli sbarchi in Europa

I dati ufficiali forniti dall’Unhcr non lasciano molto spazio ai dubbi. Fino al 23 agosto 2018 (pochi giorni fa), infatti, sulle coste mediterranee della ‘Fortezza Europa’ sono sbarcati 70.643 migranti, a fronte dei 122.650 giunti nello stesso periodo del 2017. Quasi il 50% in meno. I morti in mare, poi, sempre troppi comunque, sono calati dai 2.421 dell’anno precedente ai 1.530 di quello in corso.

Dall’1 gennaio 2018 sono arrivati in Italia 19.442 migranti, contro i 18.656 della Grecia e i 29.820 della Spagna (ai quali vanno aggiunti i quasi 3.000 arrivati via terra). Al 23 agosto 2017, invece, erano ben 97.856 quelli sbarcati nel nostro Paese, contro i soli 13.682 degli iberici.

Italia-Spagna: inversione di tendenza dopo l’arrivo del governo M5S-Lega

Se è vero che, già durante il governo Gentiloni, gli accordi presi dall’allora titolare del Viminale, Marco Minniti, con alcuni paesi africani e tribù libiche aveva contribuito a far diminuire i numeri dell’esodo, la vera svolta si è verificata a partire da giugno 2018, con l’arrivo al governo di Lega e M5S.

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Sempre secondo l’Agenzia Onu per i rifugiati, infatti, fino al 31 maggio scorso gli arrivi in Italia erano ancora superiori rispetto a quelli registrati in Spagna.

A giugno, invece, 3.136 in Italia contro 6.916 in Spagna, mentre a luglio il confronto è stato di 1.944 contro 8.645. Ad agosto, infine, 932 contro 4.494. La chiusura dei porti italiani decisa da Salvini avrebbe spinto i trafficanti di carne umana a cercare nuove rotte e approdi più sicuri.

E la Spagna, con il recente cambio di governo e i socialisti di Pedro Sanchez al potere favorevoli alla linea morbida sui migranti, sarebbe divenuto il porto europeo più sicuro per clandestini e scafisti.

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