Nanni Deiana, 26 anni di Pattada, è laureato in Lettere. Appassionato di Politica ed economia, è vice segretario del Partito Democratico nel suo paese, sito nella provincia di Sassari. Questa estate ha avuto modo di incontrare l'ex Ministro del Lavoro e Politiche Sociali, Elsa Fornero, da cui prende il nome la famosa riforma delle pensioni.

La sfiducia dei mercati

Borsa altalenante, spread in aumento. Cosa sta succedendo?

Lo spread ha superato i 300 punti e questo è dovuto al fatto che la manovra presentata dal Governo Lega-Movimento 5 Stelle ha in qualche maniera deluso le aspettative dell'Europa e dei mercati internazionali.

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La manovra mostra criticità innanzitutto dal punto di vista delle coperture e dal fatto che le misure presentate non concorrono alla crescita dell'Italia. Detto ciò, dovremmo allinearci rispetto agli altri Paesi europei visto che lo spread ha toccato i 310 punti, nonostante non aiutino le dichiarazioni di alcuni esponenti del Governo, tra cui Salvini, che ha accusato il presidente della Commissione Europea, Junker, di essere un ubriacone.

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Oppure le affermazioni del segretario economico della Lega, Borghi, il quale ha affermato che possiamo tornare a stampare cartamoneta. Tutte queste dichiarazioni hanno provocato nei mercati uno squilibrio. Ecco perché si è venuta a creare una situazione di incertezza.

Si parla spesso di debito pubblico. In cosa consiste e cosa è il debito pubblico?

Lo possiamo definire come un grande macigno che pesa sul popolo italiano.

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E grava sia sugli anziani che sui giovani, perfino sui neonati.

Il debito pubblico è un debito che lo Stato ha nei confronti degli italiani è che nel corso del tempo, i vari governi, invece di ridimensionarlo, hanno applicato riforme che hanno avuto l'obiettivo quello di aumentarlo. Oggi il debito pubblico italiano si aggira più o meno sui 2.000 miliardi di euro ed è un debito che penalizza il popolo, poiché non possiamo permetterci di fare determinate riforme.

Si è fatto molte volte l'esempio della Francia. Qualcuno si è detto, se la Francia non rispetta le regole europee perché dobbiamo rispettarle noi? Perché c'è una piccola differenza. Ovvero che il debito pubblico italiano è talmente immenso che questo comporta una situazione di crisi all'interno dei mercati soprattutto con le tre riforme presentate dall'attuale governo quali reddito di cittadinanza, superamento della riforma delle pensioni e Flat Tax.

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Lunedì mattina, il premier Conte in merito alla manovra economica ha dichiarato di essere pronto al tavolo con l'Unione Europea. Quanto c'è di vero?

Penso che il governo abbia sbagliato l'approccio. Questa critica la mossi anche all'epoca del governo Renzi che criticò aspramente l'Unione Europea e gli organi competenti che si occupano di approvare e convalidare le manovre con i documenti di Economia e Finanze dei vari Stati.

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Dobbiamo comprendere di far parte di una grande organizzazione, qual è l'UE, perciò abbiamo dei diritti e dei doveri. Ritengo tuttavia che i dubbi sulla manovra che provengono dall'Europa, siano leciti. Perché noi, ancora una volta, chiediamo soldi in debito. Mi chiedo inoltre se avere tale denaro serva a concretizzare le riforme che poi porteranno il Paese alla crescita, oppure accontentare le promesse fatte in campagna elettorale. E non ho dubbi sul fatto che la risposta esatta sia la seconda.

Recentemente, il ministro Di Maio ha affermato di aver abolito i vitalizi e la legge Fornero.

Non credo sia così. Perché abrogare una legge significa portarla in Parlamento. Fatto che tecnicamente poteva essere fatto, ma che non è stato, nonostante la maggioranza ampia che ha sia alla Camera che al Senato. Questo non è stato fatto perché Di Maio sa che cancellare una riforma come quella della Fornero porterebbe il Paese in una situazione di grave crisi finanziaria. Il Governo ha semplicemente introdotto alcune modifiche, che poi erano state introdotte anche dal governo precedente, ovvero l'introduzione, per alcune categorie, della salvaguardia in particolare per quelle usuranti che è giusto vengano salvaguardate rispetto alla norma vigente, però la riforma Fornero non è stata abolita. E' stata semplicemente modificata per il 2019. Cancellare questa legge significa trovare nel 2019 all'incirca 7 miliardi di euro, 15 miliardi nel 2020, 20 miliardi nel 2021. Quindi probabilmente non verrà assolutamente cancellata.

Un altro fatto che Di Maio afferma di aver raggiunto, è quello dell'abolizione dei vitalizi. In realtà questi sono stati cancellati nel 2012 con il Governo Monti, grazie all'intervento dell'allora Ministro Fornero la quale convocò i presidenti di Camera e Senato convincendoli che anche la politica doveva dare il suo esempio.

Oltre a questo si è parlato anche di reddito di cittadinanza. Qual è la tua posizione?

Parto dal presupposto che è giusto, come presente in tutti i Paesi europei, un aiuto per le persone che si trovano in situazioni di indigenza. Ma è discutibile che lo si faccia a 5 mesi dalle elezioni europee che probabilmente si terranno a maggio. In questo trovo un'analogia tra quanto fece il governo Renzi all'epoca delle elezioni europee in cui raggiunse il 42% e quello che adesso vuol fare Di Maio. Mi pare che questi 10 miliardi, in deficit, siano mal spesi per una misura che comunque non porterà alla crescita, bensì è una forma di assistenzialismo.

Sarebbe opportuno che questi 10 miliardi vengano investiti in altri campi quali l'istruzione, l'università o l'apprendistato, anziché perseguire scopi elettorali.

L'incontro con Elsa Fornero

Di recente incontrato l'ex Ministro Fornero, cosa vi siete detti? Raccontaci qualche aneddoto.

A fine luglio ho avuto l'onore e la fortuna di incontrare l'ex Ministro Fornero. E' stato un incontro molto interessante, soprattutto ricco di contenuti. L'incontro è avvenuto in massima riservatezza tra me e lei. Abbiamo discusso di tante cose, ad esempio di lavoro, pensioni, politica e di educazione civica, quella che in Italia sta mancando. Mi ha raccontato, nell'ora in cui è durato il nostro incontro, com'è andata la sua esperienza di governo e in che modo l'ha vissuta. E' una donna di grande umanità, dimostrata al pubblico dalle lacrime in quella famosa conferenza stampa che tutti ricordiamo. Considero la signora Fornero un ottimo ministro, una donna che ha fatto grandi cose per il Paese, nonostante degli errori.

Restiamo in tema di Fornero. Fu veramente giusta?

La riforma delle pensioni è nata in una situazione in cui il Paese aveva raggiunto lo spread a 574 punti, per cui già nel già nel 2008, vi furono vari problemi strutturali con un deciso segnale di decrescita. E poi, in quel periodo, non dobbiamo dimenticare che la maggioranza che sosteneva il Governo Berlusconi, era la Lega poi dissociata.

Per un tema importante, che era quello appunto delle pensioni, ci fu una riforma importante che fu quella di Maroni, purtroppo abrogata dal governo Prodi, con l'allora ministro Damiano. Ancora oggi paghiamo le conseguenze di quel fatto, ma è bene collocarla in una situazione politico-economica difficile come quella del 2011.

Quella legge si fonda essenzialmente su tre pilastri: l'innalzamento dell'età di pensionamento; anche qui però dobbiamo fare una sorta di ricostruzione storica. L’innalzamento dell'età di pensionamento venne decisa dal governo Berlusconi per poi posticiparla nel 2024; l'adeguamento alla speranza di vita, anche questo secondo provvedimento deciso dal governo Berlusconi; il passaggio al metodo contributivo che ha come obiettivo il riequilibrio tra generazioni. La riforma purtroppo ha avuto anche degli aspetti negativi come quello degli esodati che fu un effetto collaterale gravissimo della riforma Fornero. Anche qui, però, bisognerebbe fare una ricostruzione storica sul perché scoppiò lo scandalo degli esodati. Molti accusarono l'ex ministra Fornero di aver fornito falsi documenti al Parlamento al momento della salvaguardia. Ma il Governo aveva salvato circa 60.000 persone, cioè quelle che comunque avevano stipulato degli accordi individuali, collettivi, registrati con le aziende. Questi dati, parziali, vennero forniti all'ex Ministro dai tecnici dell'INPS e della Ragioneria Generale. Un problema che poteva essere risolto in maniera pacifica senza strumentalizzazioni politiche.

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