Intervistato da Radio Radicale, il Presidente del Parlamento Europeo, il forzista Antonio Tajani, numero due del partito di Silvio Berlusconi, ha fatto il punto della situazione sulla manovra finanziaria del Governo Conte che, ad oggi, per il suo via libera, non trova ancora il consenso e l'approvazione da parte della Commissione Europea. A questo proposito, l'ex Commissario europeo per l'industria e per l'imprenditoria ha difeso le posizioni dell'Europa, dichiarando: "E' ovvio che in Europa, e non solo nella Politica ma anche tra gli investitori e sui mercati, c'è una comune visione della manovra italiana.

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Io credo che se l'Italia non vuole essere isolata e vuole dare risposte concrete ai cittadini italiani, deve cambiare questa manovra. Ripeto, il problema non riguarda tanto la procedura di infrazione in sé, ma i contenuti della manovra. La procedura di infrazione significherebbe dare un segnale negativo sia agli investitori che ai mercati, ecco perché l'Italia farebbe ancora in tempo a fare un gesto di distensione nei riguardi della Commissione Europea.

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I problemi sono proprio i contenuti di questa manovra, non è la guerra tra il governo di Roma e la Commissione Europea. Le polemiche non servono a nulla e a nessuno, ci sono in ballo gli interessi economici dei cittadini italiani".

Tajani: 'L'Italia viene pienamente rappresentata in Unione Europea'

L'attuale vicepresidente di Forza Italia ha poi ribadito quanto sottolineato già negli ultimi giorni dai suoi colleghi di partito: "L'Italia è parte dell'Unione Europea, noi siamo deputati europei italiani quindi facciamo parte delle istituzioni comunitarie, c'è un commissario europeo italiano, l'Italia siede al tavolo del Consiglio europeo di tutti gli altri consigli, quindi l'Italia viene autenticamente rappresentata.

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Non è che l'Italia è cosa diversa dall'Europa. L'Italia è parte dell'Unione Europea. Per contare in Unione Europea, non bisogna strillare, bisogna essere seduti al tavolo, avere delle proposte da difendere con determinazione, le proprie proposte e i propri interessi".

L'ex Commissario Europeo per i trasporti ha concluso il suo intervento ai microfoni di Radio Radicale affermando: "Spesso strillando e non parlando a Bruxelles, oppure a Lussemburgo e a Strasburgo, si finisce per fare il gioco degli altri e quindi non tutelare nel modo migliore l'interesse del nostro Paese".

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