Al termine di settimane tristemente caratterizzate da incendi nel mondo, è stato siglato nella sede della Prefettura di Caserta il Protocollo d'Intesa sulla Terra dei Fuochi per dire stop ai roghi dolosi. La soluzione? Forze dell'ordine, droni in ricognizione e vigili del fuoco sull'attenti. Il premier Conte dirime la bagarre tra i suoi due vice sventolando il Contratto di Governo: l'indirizzo è chiaro.

Per tutelare la salute della popolazione e arginare il fenomeno delle discariche abusive e degli incendi dolosi – dice Conte in conferenza stampa a Caserta – il governo ci deve mettere “sensibilità ma anche decisione”. Grande assente il vice Salvini, ma fonti ufficiali rassicurano: “Indossa uno smoking per la cena di Gala con l'emiro del Qatar”.

L'obiettivo, a quanto sostiene il vice di Maio, è di tornare a dare respiro a "questa terra, per anni ricettacolo di rifiuti altrui.

È ora di dire stop ai roghi seriali, nessuno crede più al caso". Poi aggiunge: "Come indicato dal contratto di governo potenzieremo la differenziata". Come? Con esercito, droni e un rafforzamento del corpo dei Vigili del Fuoco.

Droni, esercito e pompieri. Parola d'ordine 'prevenzione'

Dopo il fenomeno dei roghi dolosi a carico di – letteralmente – montagne d'immondizia, susseguentesi da settimane, il governo Conte propone una soluzione hi-tech: droni in ricognizione nel "Cielo dei Fuochi".

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Politica

Niente "inceneritori vintage" in una terra già tristemente nota per quel legame stretto tra inquinamento e malaffare, ma una scommessa fondata sul controllo in senso stretto, parafrasato con le parole "prevenzione" e "sorveglianza".

L'esercito presidierà i siti di lavorazione dei rifiuti che – a quanto sostengono le Prefetture di Napoli e Caserta – sarebbero più a rischio incendi. Grazie ai sofisticati giocattolini volanti, l'esercito potrà sorvegliare in tempo reale lo stato di salute di un sito sensibile e così prontamente intervenire in caso di necessità, grazie anche al supporto di un corpo Vigili del Fuoco rinforzato.

Anche in questo caso vengono tirate in ballo le Asl col supporto dei medici di base ai quali verrà affidato il compito di controllare la qualità dell'aria e del territorio: dovessero presentarsi casi statisticamente rilevanti di malattie anomale causate potenzialmente dall'inquinamento e dai rifiuti, dovrà scattare la segnalazione.

L'apparato di sorveglianza e prevenzione sarà guidato direttamente da Roma: Sergio Costa, Ministro dell'Ambiente, coordinerà le operazioni.

Secondo il vice-premier grillino la Campania funge da «fucina creativa» per un modello che – si augura – verrà esportato in altre Regioni, anch'esse piagate, seppur in diversa misura, dal fenomeno dei roghi tossici.

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