Nel corso della trasmissione "Alla lavagna", una delle novità di questa stagione di Rai3, in cui vari personaggi pubblici vengono intervistati da una classe di bambini, nella serata di questo martedì 11 dicembre è intervenuto Massimo D'Alema, ex presidente del Consiglio e uno dei volti più rappresentativi del centrosinistra italiano degli ultimi decenni. Vediamo le parti salienti di quello che ha detto.

'Il ministro degli Esteri è stato il più bel lavoro che ho fatto'

Una delle prima domande che i bambini hanno posto a Massimo D'Alema è cosa pensa dal mondo della scuola di oggi, e lui ha risposto: "Sono molto preoccupato dalla scuola, mi sembra che non abbia i mezzi di cui ci sarebbe bisogno per fornire ai ragazzi un'educazione compiuta".

Poi passando a temi più biografici del suo passato, è stato ricordato a D'Alema di quando sfiorò l'elezione a Presidente della Repubblica, e tal proposito ha detto: "Non ci sono rimasto male, perché preferivo il lavoro che poi dopo avrei fatto, cioè il Ministro degli Esteri.

Questo è il lavoro più bello fra quelli che ha fatto nella mia vita. I più belli sono stati direttore del giornale L'Unità e poi appunto Ministro degli Esteri: un impegno davvero appassionante. Sicuramente fare il Presidente della Repubblica è un onore altissimo ma anche un lavoro che non sentivo adatto per me (...) Ora io ho abbandonato la vita Politica attiva, adesso presiedo una fondazione culturale, studio e do dei consigli, ma penso che ora tocca a una generazione nuova".

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Politica

D'Alema sul comunismo: 'Anche se ha prodotto guai e ha fallito, è un ideale nobile; a questo principio resto fedele'

Entrando direttamente sulla politica, ha poi detto: "Sostanzialmente non ho mai cambiato partito. Il mio partito è cambiato, ma non sono stato io a cambiare partito. A un certo punto abbiamo deciso di cambiare il PCI nel PDS, però io sono sempre rimasto fedele ai miei ideali che sono quelli della sinistra e dell'uguaglianza, anche se politicamente questo è avvenuto con cambiamenti.

Abbiamo vissuto un'epoca molto travagliata e tuttora lo è".

D'Alema ha anche raccontato come da ragazzino di avvicinò al PCI: "Un po' ha influito la mia famiglia: mio padre era stato partigiano, aveva combattuto contro i tedeschi ed era dirigente del partito comunista. Questo mi ha influenzato. Poi ha prevalso la mia scelta personale".

Quando una bambina gli ha chiesto di spiegare il principio del comunismo, D'Alema ha detto: "Il comunismo ha rappresentato un ideale che ha avuto un grande peso nel secolo scorso.

Il principio fondamentale era che abolendo la proprietà privata dei mezzi di produzione, tutte le persone sarebbero diventate uguali. L'idea fondamentale è quella di abolire le differenze economiche e sociali tra le persone. Un grandissimo ideale che non ha avuto successo, e che nella sua applicazione pratica ha prodotto dei guai. Ma che resta un ideale nobile e l'aspirazione a una maggiore uguaglianza fra le persone resta valida anche se l'esperienza storica del comunismo è fallita (...) A questo principio io resto fedele, perché l'azione politica ha bisogno di una luce: il valore per me fondamentale è l'uguaglianza fra le persone. Anche se i mezzi per realizzarlo sono cambiati molto e bisogna tenere conto del cambiamento storico".

D'Alema: 'Berlusconi è meno aggressivo di Salvini'

Più in generale D'Alema ha detto: "Della destra non mi piace l'egoismo, il pensare solo a sé stessi e non magari a chi viene da lontano; o il fatto che il ricco non pensa a chi ha di meno. Della sinistra non mi piace la litigiosità, le troppe parole e la mancanza di concretezza".

Sull'attualità ha poi aggiunto: "Questa Italia guidata da Salvini non mi piace, mi preoccupa l'elemento di violenza, di intolleranza e di durezza che c'è in questa italia. Non credo che corrisponda al carattere degli italiani". Poi posto davanti a dover scegliere fra Berlusconi e Salvini, ha detto: "Tutto sommato Berlusconi è stato un cattivo presidente del Consiglio, ma meno aggressivo di Salvini".

Parlando del futuro D'Alema ha concluso: "Viviamo un momento difficile ma resto ottimista. Vi darei un consiglio: non lasciate il futuro nelle mani degli altri, ma occupatevi voi il prima possibile di costruirlo".

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