E' una scelta che fa discutere quella del Financial Times che ha scelto di proclamare George Soros la "persona dell'anno". Soros, ungherese di nascita ma ormai statunitense d'adozione, è un nome che gli italiani, nel 2018, hanno spesso sentito citare da Matteo Salvini. Il ministro lo ha tirato in ballo come uno dei potenziali finanziatori delle Ong che lavorano con i migranti nel Mediterraneo, ma anche come uno degli speculatori in grado di manovrare lo spread per mandare l'Italia in crisi ed acquistarne le aziende a prezzo di saldo.

Ma al di là della visione di parte del leader della Lega, nelle ultime ore è arrivata pure quella "super partes" di Enrico Mentana che non ha certo benedetto la decisione del Financial Times.

Per il Financial Times Soros va lodato

Soros ha ottantotto anni, ma al di là della longevità, rappresenta per il Financial Times un esempio non solo per il suo impegno umanitario, ma anche per ciò che rappresenterebbe. Viene, infatti, indicato come un sostenitore e difensore della democrazia liberale, nonché di una società aperta.

Ideali che, ad esempio, accompagnavano gli Stati Uniti nel periodo della Guerra Fredda e che oggi sono messi a repentaglio da due dei leader delle massime potenze mondiali: Trump per gli Usa e Putin per la Russia. Soros, tra l'altro, da tempo è diventato il bersaglio delle critiche di militanti di destra non solo italiani, ma di tutto il mondo. L'investitura ha anche motivazioni addotte di un certo spessore, considerato che Soros viene quasi elevato ad ultimo avamposto di politica esterna in grado di fronteggiare l'ascesa di esponenti autocrati a livello mondiale.

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Soros, come descritto dall'autorevole giornale finanziario, avrebbe usato la filantropia per combattere l'autoritarismo, il razzismo e l'intolleranza.

I dubbi di Mentana

Enrico Mentana, attraverso il suo profilo Facebook, ha fatto notare come non sia esattamente d'accordo con la scelta.

Pubblicando un link del suo neonato giornale on line Open, il direttore del Tg di La7 ha utilizzato un'introduzione che sembra dirla lunga sul suo pensiero: "George Soros man of the year?? Not in my name".

Leggendo l'articolo condiviso si può notare come la critica sia piuttosto chiara: "A volte - si legge - le scelte dei cosiddetti sovranisti (o populisti) fanno discutere, disorientano, o peggio.

Ma lo stesso si può dire spesso anche delle scelte fatte dagli europeisti liberali, che sembrano in rima baciata con quelle dei loro antagonisti. È il caso della decisione del quotidiano britannico Financial Times di scegliere come persona dell'anno Soros".

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