Il governo è riuscito nel proprio obiettivo: nel corso della nottata il Senato ha approvato la manovra. Dopo la lunga attesa della giornata di ieri, infine si è andati al voto in tarda serata, ma le opposizioni si sono ribellate sino all'ultimo. I parlamentari del Pd si sono infuriati, mentre tra Lega e Forza Italia si sono scatenati litigi molto aspri.

Approvata la manovra del governo gialloverde

Che non sarebbe stato facile lo si era capito sin dal primo momento.

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Dopo gli scontri delle settimane scorse con la Ue, che aveva imposto una riduzione del deficit, sino ad arrivare alla giornata di ieri, con ritardi continui, la manovra infine è approdata al voto del Senato questa notte dopo le 24:00. Il governo gialloverde, per evitarsi sorprese ulteriori, si è visto costretto a ricorrere alla fiducia per assicurarsi il risultato finale. Questa scelta però ha condotto comunque alcuni dissidenti del M5S ad astenersi, come ad esempio Gregorio De Falco.

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In ogni caso ora la manovra passa alla fase successiva. Dovrebbe arrivare in commissione il 27 di dicembre, per poi passare in Aula di Montecitorio il giorno seguente, così da essere approvata definitivamente il 29 dicembre.

Le opposizioni strepitano: urla del Pd e scontri tra Lega e Forza Italia

Come prevedibile, le opposizioni hanno fatto (e faranno ancora) tutto ciò che era nelle loro possibilità per evitare che la manovra arrivi a compimento.

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Politica M5S

Già nei primi minuti della seduta, verso le 20:40, si era scatenato un violento litigio tra Licia Ronzulli, di Forza Italia, e alcuni membri della Lega. Infine la stessa Anna Maria Bernini, capogruppo di FI, si è vista costretta ad intervenire per sedare gli animi. La situazione si era fatta così caotica che anche la presidente di Palazzo Madama Elisabetta Casellati è stata obbligata a sospendere la seduta per un certo tempo.

Anche il Pd ha dato il suo contributo alle vibranti proteste. Il capogruppo Marcucci ha annunciato che, date le gravi violazioni dell'art.72 della Costituzione, ricorrerà alla Consulta per farla pronunciare sugli eventi che si sono svolti, a suo dire molto preoccupanti. In seguito, altri senatori del Pd hanno anche preso posto nei banchi del governo, costringendo sempre la presidente Casellati a intervenire.

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Già in precedenza, fuori dall'aula della presidenza, si erano riuniti molti membri del Pd per chiedere a gran voce il testo completo della manovra. Infine, comunque, la stessa è passata grazie a 167 voti a favore, 78 voti negativi e 3 astenuti.

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