Il Reddito di cittadinanza è una misura economica molto attesa dai cittadini che stravolgerà, volente o nolente, il modo del lavoro in Italia. Nei mesi passati si è parlato molto della platea dei beneficiari, in particolare si è dibattuto se l'assegno dovesse andare anche agli stranieri e in quale misura. Inizialmente sia Salvini che Di Maio negarono che l'assegno potesse finire nelle tasche di cittadini stranieri, ma ora, dopo diverse critiche e questioni costituzionali, è spuntato nella bozza del 31 dicembre il Reddito di cittadinanza anche per stranieri residenti da 5 anni in Italia con permesso di soggiorno.

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Reddito di cittadinanza, garantito anche a migliaia di stranieri

Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, seguendo la linea politica del suo partito che vede contrapporsi al governo, ha dichiarato che il governo ha tolto soldi ai pensionati per garantirli a circa 300.000 stranieri. "Avevano negato che ciò sarebbe avvenuto - dice Gasparri - invece i primi dati delle relazioni tecniche confermano questo evento assolutamente scontato".

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Durante i primi mesi di governo i grillini insistevano che la platea dei beneficiari del sussidio sarebbe stato di circa 6 milioni di persone ma ora, a conti fatti, si è ridimensionata a 1 milione e 375mila individui. Tra l'altro, nel totale, sono inclusi anche circa 300.000 stranieri aventi diritto. Gasparri sostiene che chi ha votato centrodestra non lo ha fatto per vedersi tagliare le pensioni e "garantire agli immigrati altri soldi a carico dello Stato italiano".

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Il senatore forzista, dunque, si dice pronto a chiedere conto e ragioni quando dovessero essere erogati gli assegni a beneficio di chi è arrivato dall'estero in Italia "per vivere a spese degli italiani. La pacchia continua".

Il Reddito non potrebbe andare solo agli italiani

Il Reddito di cittadinanza, come pensato inizialmente, includeva soltanto i cittadini degli Stati membri della UE residenti in Italia.

"È impossibile, con flussi migratori non regolari, non restringere la platea" disse Di Maio, e in quell'occasione Salvini replicò dicendosi soddisfatto di quanto affermato dall'altro vicepremier. Una norma concepita soltanto per gli italiani, secondo i costituzionalisti Mirabelli e Onida, sarebbe molto problematica. Essendo l'Italia all'interno dell'Unione Europea, i cittadini italiani sono assimilati agli altri cittadini degli Stati membri, dunque scrivere una legge (anche se il nome lo fa intendere) soltanto a beneficio degli italiani violerebbe uno dei principi cardine della UE.

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