Nicola Zingaretti, anche se non ha ancora presentato pubblicamente il proprio programma da segretario, ha già provocato una nuova svolta nel Pd. Due ‘padri nobili’ del partito come Romano Prodi ed Enrico Letta hanno già dichiarato di essere pronti a riprendere la tessera Dem, dopo aver abbandonato il Nazareno all’epoca della segreteria renziana. I due ex presidenti del Consiglio si lasciano amabilmente intervistare, rispettivamente dal Corriere della Sera e da Repubblica, per comunicare pubblicamente tutta la loro gioia per la svolta zingarettiana del Pd e non mancano nemmeno di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, come nel caso di Letta junior nei confronti di Matteo Renzi.

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Romano Prodi: ‘La mia tenda si è riavvicinata al Pd’

È un Romano Prodi veramente su di giri, almeno per i suoi canoni, quello che si lascia intervistare da Marco Ascione per il Corriere della Sera. Il due volte premier in quota centrosinistra, nel 2006 e nel 2016, per prima cosa ammette che la sua “tenda”, montata fuori dal Pd durante l’interregno renziano, “si è già molto ravvicinata” e, se Nicola Zingaretti dovesse confermare le attese, “si riavvicinerà del tutto”.

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Prodi si dice “soddisfatto” dello spettacolo politico offerto dalle primarie Dem, ritenute “la più grande manifestazione di democrazia in Italia”. E, riferito all’ampia partecipazione popolare, parla senza mezzi termini di “rinascita” e “riscossa”. Insomma, a detta del professore bolognese per il Pd “si apre un nuovo capitolo”. Il consiglio che dà a Zingaretti è quello di non “commettere più” gli errori del passato, puntando a una coalizione ampia allo scopo di tornare al governo.

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Insomma, tanto per essere chiari, occorre una “forza larga che guardi al centro e a sinistra”. Prodi comunque non sbatte la porta in faccia a Renzi che, a suo parere, può essere ancora “inclusivo”. Una amara riflessione, invece, la riserva al fatto che ai gazebo delle primarie c’era “un elettorato in gran parte anziano”, mentre il Pd deve ripartire “dai giovani che non c’erano”.

Enrico Letta: ‘Dopo cinque anni è arrivato il momento di riprendere la tessera del Pd’

Passando da un ex premier all’altro, anche Enrico Letta, predecessore di Renzi a Palazzo Chigi dal 2013 al 2014, ritira fuori la testa dal guscio, rinfrancato dal successo di Nicola Zingaretti contro l’orda renziana ormai in via di dismissione.

Letta junior affida all’altro ‘grande’ quotidiano italiano, Repubblica, il suo pensiero circa il nuovo corso del partito da cui era uscito dopo l’umiliazione subita da Renzi (si ricorderà l’ormai famigerato “Enrico stai sereno” pronunciato dall’allora Rottamatore prima di farlo fuori dalla guida del governo). Letta, a differenza di Prodi, decide di toccarla piano all’inizio dell’intervista. Conferma infatti di aver fatto una “scelta di vita” e di voler quindi restare “fuori dalla politica”.

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Ma, subito dopo, dichiara che “dopo cinque anni è arrivato il momento di riprendere la tessera del Pd”. Secondo il nipote di Gianni Letta, il valore delle primarie che hanno incoronato Zingaretti alla guida del Nazareno avrebbero un “valore doppio”. La sua certezza, infine, è che si sia aperta una “fase davvero nuova” nella vita del Pd, alla quale lui lascia intendere di voler contribuire in qualche modo.

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Basta non avere Renzi tra i piedi.

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