Il profilo di Alessandra mussolini è stato disabilitato da Instagram. Secondo la nipote del Duce, il noto social network la avrebbe letteralmente censurata per aver pubblicato delle fotografie scattate sulla tomba della sua famiglia a Predappio dove, come è noto, riposano anche le spoglie mortali di suo nonno, Benito Mussolini. La figlia della sorella di Sophia Loren e di Romano Mussolini, quarto figlio del Duce, è infuriata con il social controllato dal boss di Facebook, Mark Zuckerberg.

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Per lei non ci sono dubbi: si tratta di “censura” bella e buona e di un tentativo di oscurarla durante la campagna elettorale delle Europee. Intanto, però, si moltiplicano i messaggi social di scherno e minaccia nei suoi confronti, accusata di invocare la democrazia quando ai tempi del nonno le cose andavano in maniera ben diversa. Lei, per tutta risposta, pubblica i post più duri chiedendo polemicamente l’intervento dei “gendarmi del web”, così solerti nei suoi confronti.

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Il post di Alessandra Mussolini: ‘Disabilitato il mio profilo Instagram’

È una Alessandra Mussolini fuori di sé quella che, nel primo pomeriggio di lunedì 29 aprile, pubblica un post sulla sua pagina Facebook per denunciare la disabilitazione del suo profilo Instagram per colpa, sostiene la parlamentare europea di Forza Italia, della pubblicazione di alcune fotografie private, scattate sulla tomba di famiglia a Predappio.

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Politica

Insomma, un tentativo di “censura” andato a segno con la scusa, pare di capire, della violazione delle regole social che vietano la propaganda del fascismo e la pubblicazione di immagini di Benito Mussolini.

Ma per Alessandra si tratta, invece, di “discriminazione” che non solo la danneggia politicamente, visto che le viene “impedito l’utilizzo dei social” proprio durante la campagna elettorale europea, ma soprattutto da un “punto di vista personale”.

Insomma, senza girarci troppo intorno, per la nipote del fondatore della dittatura fascista “questo è il grado di democrazia e di libertà che viene garantita alle persone perbene” come lei. Mentre, al contrario, i ‘leoni da tastiera’ che “minacciano e insultano coperti dall’anonimato” vengono “coperti e tutelati”. Il post si chiude poi con una invocazione dal sapore quasi mussoliniano, quello originale: “Non mi fermeranno né ora, né mai”.

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La nipote di Benito dichiara guerra ai leoni da tastiera

Proprio per dimostrare quest’ultima accusa mossa da alessandra mussolini, ovvero che sul web tutto è permesso agli incivili, sul suo post sono immediatamente piovuti centinaia di commenti offensivi e minacciosi. La Mussolini ha deciso di pubblicare i più scioccanti, rivolgendosi polemicamente agli “attenti gendarmi dei social” (tra cui Instagram ndr) e alla Polizia Postale per esortarli a fare qualcosa.

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“A testa in giù, pu...”, le scrive un certo Sal Wend DiBello. “Troppo facile fare i fascisti durante la democrazia. Ci provi lei ad essere democratica sotto il regime fascista, tr… del mio zerbino”, la esorta Tino Bisetti. E i “ma muori” e “prima o poi ti appendiamo” abbondano.

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