Il caso legato al sottosegretario Siri rappresenta uno dei maggiori motivi di dissidio che stanno interessando questo periodo di particolare freddezza nei rapporti tra Lega e Movimento Cinque Stelle. L'avvicinarsi delle elezioni europee rappresenta una motivazione per la quale si immagina, nel gioco delle parti, le due forze che compongono la maggioranza hanno scelto di farsi, quantomeno a livello mediatico, la guerra a colpi di botte e risposte.

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Su Siri però c'è chi prende una posizione netta e non disdegna una vera e propria invettiva verso tutto il Movimento Cinque Stelle. Il riferimento va a Vittorio Sgarbi che, in un video messaggio social, ha ancora una volta manifestato tutto il proprio dissenso nei confronti dei grillini Luigi Di Maio.

Per Sgarbi le responsabilità di Siri sono marginali

Il Movimento Cinque Stella ha acquisito una posizione quasi giustizialista nei confronti del sottosegretario Armando Siri.

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Il caso di presunta corruzione legato al settore dell'eolico, secondo i grillini, sarebbe sufficiente affinché la Lega chieda ad un proprio esponente di fare un passo indietro. Il garantismo del Carroccio potrebbe perciò diventare un motivo di scontro. Chi ha una posizione particolarmente dura nei confronti di Di Maio e company è Vittorio Sgarbi, che non solo minimizza sulle responsabilità di Siri, ma anzi attacca in maniera veemente l'universo pentastellato a trecentosessanta gradi.

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Per lui il sottosegretario è una vittima designata, un capro espiatorio di quanto accaduto. "Io so che c'è la mafia nell'eolico" rivela Sgarbi, proseguendo poi con "Siri ha semplicemente immaginato di agevolare alcuni imprenditori attraverso un emendamento che non è passato", prima di aggiungere come tutto nasca da accuse di "giudici senza cervello che non hanno agito in tempo giusto prima che la mafia distruggesse la Sicilia".

L'attacco diretto al Movimento Cinque Stelle di Sgarbi

Sgarbi ad un certo punto torna a scagliarsi contro il Movimento Cinque Stelle. Oggetto della sua invettiva è la presunta ignoranza di Luigi Di Maio che viene invitato a studiare e laurearsi, prima di spostare il focus, ad esempio, sul sindaco di Roma Virginia Raggi. "La questione morale - tuona Sgarbi - è l'ignoranza. Il vero politico disonesto è il politico incapace.

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Questo è immorale, che lui sia vice ministro". "La questione morale - prosegue Sgarbi - è non essere in grado di fare il loro lavoro. Roma è in mano di una demente, di un incapace. Ha distrutto la città. Ha tolto la cultura, l'ha fatta arrivare al punto più basso. Si dimetta la Raggi, non Siri". E Sgarbi accusa pesantemente il M5S. "Vogliono l'eolico, il fotovoltaico. Hanno voluto aumentare gli incentivi per l'energia innovativa.

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Loro l'hanno voluto". E poi: "Complici della mafia fino in fondo, con la responsabilità di una trattativa tra Stato e mafia nel consentire all'orrore delle pale eoliche di distruggere il paesaggio meridionale".

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