Durante la puntata del 4 giugno di DiMartedì, la trasmissione di La7 condotta da Giovanni Floris, si è scatenata una dura polemica tra il giornalista Alessandro Giuli e l'eurodeputato del Pd nonché ex ministro Carlo Calenda. Sono prima volate parole decisamente forti, quando si è arrivati a discutere della Legge Fornero e della situazione politica odierna, arrivando infine anche a insultarsi vicendevolmente. Al termine dello scontro, però, Calenda si è scusato per aver dato del "fascista" a Giuli e perciò i due si sono chiariti e stretti la mano.

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Giuli contro Calenda: duro scambio di insulti

La discussione molto accesa tra Alessandro Giuli e Carlo Calenda è iniziata quando il giornalista ha fatto un discorso in cui ha attaccato duramente l'operato dell'ex ministro Elsa Fornero, scatenando un vivo applauso entusiasta nel pubblico. A quel punto è intervenuto l'eurodeputato che, dopo aver dato del "fascista" a Giuli, lancia un avvertimento proprio alle persone della platea.

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Li invita a fare attenzione, perché a suo modo di vedere prima o poi arriverà il conto per "le palle che ci stanno raccontando oggi al governo". Calenda ha continuato quindi ricordando che in ballo ci sono l'educazione, la sanità pubblica e le pensioni, e pertanto occorre fare maggior attenzione.

Giulii, al che, infastidito soprattutto dall'appellativo di "fascista", ha iniziato a incalzare Calenda: "Ti piace fare il duro?".

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Con gli animi che stavano scaldandosi vistosamente, è intervenuto Floris, tentando invano di sedare gli animi e ricordando che i due non si trovano in un bar. Giuli però non demorde e aggiunge che Calenda pensa di essere "un gappista del '45" e che si sente libero di accusare gli altri di fascismo. Per questi motivi è "due volte cafone".

Arrivati a questo punto il conduttore decide di mandare in onda un servizio così da avere tempo per placare i due.

Le scuse di Calenda

Quando poi, dopo il servizio, si è tornati in studio, Giuli e Calenda si sono rivelati più quieti. Il giornalista ha difeso la Flat Tax e ha aggiunto che, in ogni caso, la necessità di una battaglia da portare avanti al tavolo europeo sembra essere evidente. Anche perché a dirlo non è soltanto lui, ma ha ricordato che anche lo stesso Mario Monti ha aperto a questa possibilità, seppur invitando i membri del governo a comportarsi "meno da bulli".

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Calenda a questo puntoha dichiarato di non voler più accogliere le provocazioni, anzi ha chiesto scusa, affermando che Giuli non si meritava l'appellativo di fascista. Per questa ragione il giornalista si è alzato ed è andato a stringere la mano dell'europarlamentare, accogliendo così le sue scuse e concludendo la diatriba.

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