I mondiali femminili di calcio che si stanno svolgendo in Francia sono entrati nel vivo. Mentre la nazionale di calcio femminile italiana ha riscosso un grande successo sia sportivo che mediatico, arrivando ai quarti di finale della competizione, c'è una storia che è arrivata prepotentemente alla ribalta mediatica e riguarda la capitana della squadra campione del mondo, gli Stati Uniti d'America.

Rapinoe contro Trump

Megan Rapinoe, famosa per le sue battaglie a favore dei diritti civili e contro le disuguaglianze, in occasione della partita dei mondiali di calcio femminili tra Spagna e Usa, poi vinta dagli Usa anche grazie ad una sua doppietta, si è rifiutata di cantare l'inno americano e portare la mano al cuore come tradizione vuole.

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Una protesta che arriva da lontano, per l'esattezza dal 2016, quando il quarterback dei San Francisco 49ers decise di inginocchiarsi durante l'inno americano per protestare contro il razzismo e la brutalità della polizia verso i neri d’America, e Megan Rapinoe fu una delle prime atlete ad unirsi alla protesta del giocatore della National Football League.

La reazione di Donal Trump di fronte al gesto della capitana della Nazionale di calcio femminile non si è fatto attendere, il Tycoon ha reagito dichiarando inappropriato il gesto della calciatrice statunitense.

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Parole che hanno provocato un'ulteriore reazione da parte di Megan Rapinoe che nell'intervista a fine gara in risposta alla domanda se andrà alla Casa Bianca in caso di vittoria del mondiale, ha dichiarato: "I am not going to the fucking white house", "non andrò alla fottuta Casa Bianca", mettendo in dubbio il fatto che saranno invitate.

Anche qui la risposta di Donald Trump non si è fatta attendere, in un tweet ha infatti scritto che la calciatrice statunitense dovrebbe vincere prima di parlare, e che “Megan non dovrebbe mai mancare di rispetto al nostro Paese, alla Casa Bianca o alla nostra bandiera".

La nazionale degli stati Uniti è ora in semifinale, Donald Trump ha detto, in risposta ai dubbi della Rapinoe, che a prescindere dal risultato inviterà le calciatrici alla Casa Bianca, ma sembra altrettanto chiaro, che a prescindere da come finirà il mondiale, Megan Rapinoe si rifiuterà di incontrare Trump alla Casa Bianca.

Chi è Megan Rapinoe

Per chiudere cerchiamo di capire meglio chi è Megan Rapinoe.

È una calciatrice professionista, un'ala tra le più forti al mondo, che nella sua carriera con la nazionale statunitense può contare 157 presenze e 49 gol, e la vittoria di una Coppa del Mondo nel 2015 e di un oro olimpico nel 2012.

Ma, come si può capire dalle sue prese di posizione, Megan Rapinoe è molto più che una semplice calciatrice di calcio. È famosa per il sostegno alla causa dei diritti LGBT e a molte organizzazione che si occupano di questo tema.

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Nel 2013 è stata insignita del premio del consiglio di amministrazione del Los Angeles Gay and Lesbian Center, ed è ambasciatrice dell'Athlete Ally, un'organizzazione che ha come obiettivo l'ottenimento della parità di accesso per tutti gli atleti nello sport indipendentemente dal genere o dall'orientamento. È una calciatrice che utilizza il suo ruolo per mandare dei messaggi.

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