Venerdì 15 marzo in tutto il mondo ci saranno delle manifestazioni per chiedere misure urgenti contro i cambiamenti climatici. In italia vi saranno più di 180 piazze a sostegno del "Global Climate Strike". Studenti e attivisti scenderanno in piazza per chiedere ai governi di intervenire per fermare i cambiamenti climatici in corso sul nostro pianeta prima che raggiungano livelli tali da produrre danni irreparabili alla vita sul pianeta.

Un rapporto pubblicato ad ottobre del 2018 dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), l'organo scientifico più importante che si occupa di studiare i cambiamenti climatici in atto sulla Terra, spiega come sia necessario agire immediatamente per evitare l'aumento della temperatura globale sopra gli 1,5 °C.

Ai ritmi attuali questo avverrà entro il 2030, con conseguenze pericolose per il pianeta. Superare la soglia di 1,5 °C potrebbe, tra le varie cose, portare alla scomparsa delle barriere coralline e provocare un innalzamento del livello dei mari di 10 centimetri, con conseguenze radicali per milioni di persone che vivono lungo le coste.

Saranno le giovani generazioni quelle che subiranno più di tutti gli effetti dell'inquinamento e dei cambiamenti climatici. Ed è proprio per questo che sono loro, seguendo l'esempio della giovanissima attivista svedese Greta Thunberg, a mobilitarsi.

Come nasce il movimento contro i cambiamenti climatici

Le proteste contro i cambiamenti climatici non nascono oggi; se guardiamo agli ultimi anni vediamo come nel novembre del 2015 alla vigilia della Cop 21, la conferenza sui cambiamenti climatici che si tenne a Parigi, si ebbero proteste e mobilitazioni in tutto il mondo.

Le persone scesero in piazza per chiedere ai governi un accordo vincolante per ridurre le emissioni di gas serra ed evitare l'aumento della temperatura globale.

Da allora sono iniziati a nascere e a strutturarsi comitati e organizzazioni che hanno denunciato i rischi legati al cambiamento climatico. Però negli anni successivi alle manifestazioni del novembre 2015 l'attenzione sui rischi legati al riscaldamento globale è scesa.

Come si è arrivati allo sciopero globale di domani

Un ruolo decisivo nella giornata di mobilitazione che si terrà domani lo ha giocato la 15enne attivista svedese Greta Thunberg. Il 20 agosto 2018 Greta decise di "scioperare" da scuola e andare sotto il parlamento svedese con un cartello in mano "Skolstrejk för klimatet", sciopero per il clima.

Lo fece per chiedere ai "potenti della terra" di agire immediatamente contro gli effetti del riscaldamento globale. Greta ripropose lo sciopero di venerdì e altri studenti decisero di unirsi alla sua battaglia. La protesta si è poi estesa a livello globale tramite i social sotto gli hashtag #climatestrike e #FridaysforFuture. Il discorso fatto da Greta a dicembre durante la Cop24, un vertice Onu tenuto a Katowice, ha dato ancora più risonanza ai temi portati avanti dalla protesta.

Da lì si è arrivati alla giornata di mobilitazione globale di domani 15 marzo, nella quale centinaia di migliaia di studenti e cittadini scenderanno in piazza contro gli effetti dei cambiamenti climatici.