Nuovo episodio della lotta a distanza tra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Stavolta il terreno dello scontro è quello, scivolosissimo, dell’accoglienza di Rifugiati e migranti nel nostro Paese. Ad accendere la miccia è stato proprio l’inquilino del Quirinale il quale, giovedì 20 giugno, in occasione delle celebrazioni della Giornata del Rifugiato, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui ricorda come quelli della solidarietà, dell’assistenza e dell’accoglienza siano doveri sanciti sia dalla Convenzione di Ginevra che dalla Costituzione italiana.

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Una versione dei fatti con la quale, ovviamente, il leader della Lega non concorda. A stretto giro di posta, infatti, Salvini pubblica un cinguettio su Twitter in cui, dati alla mano, ricorda come solo una minoranza delle domande di accoglienza presentate in Italia dal 2014 sia stata redatta da un “vero rifugiato”. La maggior parte, chiosa il Vicepremier, sono “clandestini”.

Il messaggio di Sergio Mattarella in occasione della Giornata del Rifugiato

Come già accennato, le celebrazioni della Giornata del Rifugiato hanno visto anche la calorosa partecipazione del Capo dello Stato, il quale si è espresso attraverso una lunga nota scritta.

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Dopo aver ricordato che quello dell’accoglienza dei rifugiati e di chiunque sia in difficoltà è iscritto tra i “principi fondamentali della nostra Costituzione”, Mattarella ha proseguito sottolineando l’importanza che hanno i rifugiati di oggi nel ricordarci le sofferenze, le discriminazioni e le separazioni forzate delle famiglie a cui questa condizione ha obbligato in passato anche gli italiani.

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Politica Matteo Salvini

Insomma, secondo il Presidente c’è bisogno di una “attenta riflessione” per cercare di comprendere a fondo le “cause di questi drammi”. Mattarella vuole un’Italia “in prima linea” nel determinato adempimento di quelli che rammenta essere i suoi “doveri”, ovvero quelli della solidarietà, dell’assistenza e dell’accoglienza. Insomma, proteggere chi fugge dalle persecuzioni deve essere anche un “alto impegno morale”. Mattarella conclude il suo intervento scritto esortando “le donne e gli uomini dello Stato” a rappresentare il “primo volto amico” per i rifugiati.

La risposta di Salvini su Twitter: ‘Viva i veri rifugiati’

Cercare di nascondere l’arrivo di clandestini e irregolari dietro le migliaia di persone giunte in Italia negli ultimi anni, cercando di farli passare tutti per “rifugiati” è una tesi che non piace per nulla a Matteo Salvini, il quale evidentemente interpreta così le parole di Mattarella. Per questo motivo, poche ore dopo l’intervento presidenziale, il leader della Lega decide di pubblicare un tweet in cui, per prima cosa, scrive: “Viva i veri rifugiati”.

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Il suo punto di vista, infatti, supportato dai dati del Viminale, è che tra le oltre 400mila domande di accoglienza presentate dal 2014 a oggi, solo il 7,3% riguardi un rifugiato.

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Più del 60%, invece, sono di “clandestini che hanno ingrassato il business di qualche professionista della falsa accoglienza”.

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