La tedesca Ursula von der Leyen, già ministro nel governo guidato da Angela Merkel, è stata eletta in serata presidente della Commissione europea. La seduta plenaria dei deputati del Parlamento europeo le ha conferito la fiducia con 383 voti favorevoli, poco più dei 374 necessari per ottenere la maggioranza assoluta. Contrari 327 eurodeputati, astenuti 22, una scheda bianca. Hanno votato 733 eurodeputati.

Sono da considerarsi decisivi per la sua elezione i voti ottenuti dai 14 deputati della delegazione espressa dal Movimento Cinquestelle. Senza la loro preferenza, la Politica di origine tedesca non sarebbe riuscita a raggiungere il 50% più uno delle preferenze degli eurodeputati.

I deputati di Lega e Fratelli d'Italia hanno votato contro. A favore i colleghi di PD e Forza Italia

La candidate dell'asse franco-tedesco ha infatti subito un voto "contrario" da parte di circa 75 franchi tiratori e, paradossalmente, il voto degli eletti dal Movimento Cinquestelle è risultato clamorosamente decisivo.

Ursula von der Leyen, nonostante avesse in dote una maggioranza schiacciante, ha ricevuto meno voti dei suoi predecessori Juncker e Barroso.

Tra i "traditori" non dovrebbero esserci i deputati eletti tra le fila del Partito Democratico e di Forza Italia. Entrambi appartengono infatti ai due schieramenti, socialista il PD e popolare FI, che maggiormente hanno sostenuto la candidatura dell'ex ministra del governo Merkel. Unici contrari tra gli eletti italiani i deputati di Lega e Fratelli d'Italia.

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Politica Matteo Salvini

Durissima la reazione di Salvini alla notizia del voto favorevole del Movimento Cinquestelle

Tiziana Beghin, capo delegazione dei pentastellati, ha motivato nel pomeriggio il voto favorevole del Movimento sostenendo che la von der Leyen ha - testuale - "fatto suoi i punti principali del nostro programma". La deputata si riferisce ad un incontro durante il quale si sarebbero concordati particolari impegni della futura commissione europea su temi quali: salario minimo europeo, un nuovo patto sull'immigrazione, riforme per il clima.

Durissimo il commento, ad elezione avvenuta, del Ministro dell'Interno Matteo Salvini. Dopo aver rimarcato che la Lega sia stata l'unica a votare coerentemente per difendere gli interessi nazionali, sono partite le bordate. Per il segretario del carroccio ci si è trovati di fronte ad un inedito asse Merkel, Macron, Renzi, 5stelle che ha vanificato quella che avrebbe potuto essere una svolta storica.

Si riferisce al fatto che, senza il voto dei 14 deputati Cinquestelle, per la prima volta sarebbe stato bocciato un candidato espresso dai due grandi gruppi europeisti: socialisti e popolari.

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