Roberto Formigoni è uscito dal carcere milanese di Bollate. L’ex Presidente della Regione Lombardia e parlamentare di Forza Italia, potrà finire di scontare agli arresti domiciliari la pena a cinque anni e 10 mesi a cui era stato condannato in via definitiva per corruzione. A deciderlo è stato il Tribunale di Sorveglianza di Milano. E così, nella mattinata di lunedì 22 luglio, ‘Il Celeste’ ha potuto rivedere il cielo senza sbarre dopo aver scontato solo cinque mesi esatti di prigione dal 22 febbraio scorso.

Non tutti però hanno reagito allo stesso modo alla notizia della scarcerazione del politico ormai 72enne. Se una parte del mondo politico, almeno quella legata all’area di centrodestra, si felicita con lui e mette in risalto la presunta sconfitta dei giudici ‘manettari’ e dei loro sostenitori, la maggior parte dell’opinione pubblica non prende sportivamente la cosa. E le migliaia di commenti offensivi e violenti apparsi sui social network stanno lì a dimostrarlo.

Roberto Formigoni ai domiciliari a casa di un amico: ‘Comprendo il disvalore dei miei comportamenti’

Dunque, come appena accennato, il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto la scarcerazione dall’istituto di detenzione di Bollate di Roberto Formigoni, permettendogli di finire di scontare la sua pena agli arresti domiciliari presso l’abitazione di un amico. Dopo soli cinque giorni da quel maledetto, per lui, 22 febbraio scorso, quando fu costretto a varcare in senso contrario la soglia di una galera, Formigoni potrà godere di questa particolare ‘agevolazione’ anche perché avrebbe compreso e ammesso i suoi passati errori.

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“Comprendo il disvalore dei miei comportamenti”, ha dichiarato ‘Il Celeste’. Accettare la condanna subita, infatti, è condizione essenziale per poter accedere ai benefici penitenziari. E lui non si è fatto pregare. Anche l’età avanzata del detenuto ha avuto un peso, come scrivono gli stessi giudici milanesi nelle motivazioni della loro decisione.

Le reazioni social: ‘Se sbagli devi pagare chiunque tu sia’

Dunque, a leggere le carte del Tribunale di Milano, Roberto Formigoni sembra sinceramente pentito di essersi fatto pagare cene, viaggi, gite in yacht e altre utilità dai suoi amici dell’istituto Maugeri e dell’ospedale San Raffaele quando era Governatore della Lombardia.

La sua ammissione evidentemente è stata ritenuta sufficiente dai giudici. Ma l’opinione pubblica è furiosa. Prendendo ad esempio il solo social network Twitter, l’hashtag #Formigoni scatena gli appetiti più indicibili dei cosiddetti leoni da tastiera. “Ma perchè? - si chiede retoricamente Luca S. - Formigoni ci deve un sacco di soldi che ci ha rubato. dopodiché potrà farsi gli arresti domiciliari”.

“Allora non capisco l’esistenza delle carceri. Levatele, fate prima e risparmiate”, ironizza invece M. “Formigoni oltre ad avere santi in paradiso, sulla terra aveva altri santi tra cui San La Russa e Santa Meloni - la butta invece in Politica Sallicitra - perciò non poteva scontare tutta la pena in un penitenziario”. Ma, come facilmente riscontrabile, le reazioni negative alla scarcerazione di Formigoni sono incalcolabili.

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