Nel corso di un'intervista a Sky Matteo Salvini ha replicato duramente ad un'abitante di un campo rom abusivo alla periferia di Milano. Quest'ultima, in delle dichiarazioni rilasciate a Il Giornale, lo accusava di essere sempre in mezzo e che avrebbe avuto bisogno di un proiettile in testa. Parole gravi che hanno urtato il Ministro che, nel corso di un'intervista a Sky, aveva apostrofato la donna con termini come "zingar..." e l'aveva invitata prepararsi per l'arrivo della proverbiale "ruspa", simbolo di sgombero dell'accampamento.

Nel corso della trasmissione "In onda" di La 7, è andato in scena un dialogo tra Luca Telese e Claudio Durigon della Lega, in cui si è approfondito una questione che sta un po' facendo discutere a livello nazionale. Il riferimento va all'opportunità che i toni utilizzati dal numero uno del Viminale siano o meno consoni a chi occupa la carica di Ministro dell'Interno. Il confronto si è sviluppato anche attorno alla semantica del termine "zingar..." e Durigon ha voluto minimizzare su questo aspetto, fino al punto in cui il conduttore ha scelto di fare una domanda provocatoria al deputato.

Telese chiede se Salvini possa parlare in quei termini

Luca Telese apre la discussione andando a leggere un tweet di Salvini che richiama i contenuti espressi durante la citata intervista a Sky. "Non voglio - esordisce - pretendere da Durigon che sconfessi il suo capo politico, però 'zingar...' non è una bella parola utilizzata da un rappresentante dello Stato del Governo". La risposta del deputato della Lega prova, in realtà, a esprimere un punto di vista differente: "Non è una parola dispregiativa come si vuole intendere, dopo di che siamo di fronte...".

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Matteo Salvini

Non fa in tempo ad ultimare il concetto che il conduttore lo interrompe, manifestando apertamente il disaccordo: "Beh, beh, beh... Durigon Durigon se dicessi ciccione di mer... non si può dire che è una parola simpatica". Per avvalorare la sua tesi il conduttore sposta il focus su quelle sono le regole dell' analisi grammaticale: "Zingar... è dispregiativa, la lingua italiana ha dei suffissi".

Durigon minimizza: 'Ognuno ha il suo intercalare'

Durigon continua, però, a far valere la sua idea.

"È una zingar. - evidenzia - che in qualche modo ha usurpato un suo modo di interloquire verso il Ministro degli Interni dicendo quello che ha detto. Quindi è una 'zingar...'. Salvini non ce l'ha con lei, ma con quelle persone che mettono a tema tutte questa situazione che è di secondo piano rispetto a quello che ha fatto questa zingar...". Telese a quel punto rivolgendosi all'interlocutore afferma: "Lei non avrebbe mai detto".

E la risposta di Durigon è chiara: "È un metodo di intercalare e ognuno ha il suo".

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