La discussione sulla riforma delle Pensioni continua ad animare il dibattito politico, economico e sindacale in vista dell’approvazione della legge di Bilancio 2020. Oggi il dossier sulle pensioni tra i temi caldi dell’incontro a Palazzo Chigi tra il governo e i sindacati che ieri, all’unisono, hanno ribadito le loro proposte per il superamento della tanto contestata legge Fornero. Sulla questione previdenziale si è espresso ieri in tv anche l’ex premier Matteo Renzi.

Pensioni, Renzi a Porta a Porta critica la Quota 100

Quota 100 – ha detto ieri sera a Porta a Porta su Rai 1 - è una follia, uno schiaffo ai giovani”, ha sottolineato l’ex presidente del Consiglio che ieri ha lasciato il Partito democratico per fondare un suo nuovo partito che si chiava Italia Viva. Il Governo Renzi, come si ricorderà, aveva già avviato gli interventi sulle pensioni, in particolare con l’introduzione dell’Anticipo pensionistico sociale e dell’Ape volontario, misure poi attuate dal Governo Gentiloni e ancora in vigore.

Poi il governo gialloverde ha introdotto la Quota 100 e la pensione di cittadinanza alimentando aspettative sulla proroga di Opzione donna e l’istituzione della Quota 41 per i lavoratori precoci, misure che avrebbero dovuto trovare spazio nella nuova manovra economica e finanziaria sulla quale sta adesso lavorando il governo giallorosso. Di certo c’è che nella manovra che il governo giallorosso si appresta a varare ci saranno le risorse per la conferma di Quota 100 e del reddito di cittadinanza per tre anni, così come hanno assicurato il presidente dell’Inps Pasquale Tridico e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

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Pensioni Matteo Renzi

L’ex premier contrario anche al reddito di cittadinanza

Parlando del reddito di cittadinanza, l’altra misura simbolo del governo gialloverde, "Lei sa - ha osservato - che sono contrario”. È contrario ma non si opporrà il leader di Italia Viva, la nuova formazione politica di Renzi che conta una quarantina di parlamentari. “Se il Partito democratico e il Movimento 5 stelle fanno l'accordo per tenerlo – ha detto nell’intervista rilasciata a Bruno Vespa - è chiaro che rimane”.

La speranza dell’ex presidente del Consiglio è che chi la misura riesca a creare anche dei percorsi che possano davvero portare all’introduzione di giovani e meno giovani nel mondo del lavoro. “Speriamo che chi prende il reddito di cittadinanza – ha sottolineato Renzi - poi vada a lavorare". Una delle misure varata dal Governo Renzi per il contrasto alla povertà, simile al reddito di cittadinanza, fu il reddito di inclusione (Rei), composto da un beneficio economico, erogato mensilmente tramite una card elettronica e un percorso personalizzato per l’inclusione sociale e lavorativa dei beneficiari.

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