Il segretario di Stato americano aveva accusato l'Iran per l'attacco drone agli stabilimenti petroliferi dell'Arabia Saudita, un'accusa giudicata "irresponsabile" da Pechino. Nonostante l'accusa Donald Trump si era detto disposto a un vertice a New York col presidente iraniano Hassan Rohani. L'Iran non ritiene ci siano condizioni necessarie per l'incontro.

Vertice Usa - Iran? Per Teheran non ci sono le condizioni necessarie

Nonostante l'apertura diplomatica dimostrata da Donald Trump, che prima licenzia quello che potremmo descrivere come il "consigliere più avverso all'Iran" John Bolton, e poi si dice disponibile ad incontrare il suo omologo iraniano Hassan Rohani, il ministro degli esteri iraniano Abbas Mousavi smentisce le voci di un possibile vertice tra i due paesi che avrebbe dovuto tenersi in occasione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, nell'arco di tempo che va dal 17 al 27 settembre.

Era stato proprio mr. Donald Trump ad uscire dall'accordo sul nucleare siglato a Parigi con le altre potenze mondiali, e a reinserire le sanzioni all'Iran, causando un blocco dell'economia iraniana. L'uscita dagli accordi da parte degli USA è stato il trampolino di lancio che ha fatto sì che anche Teheran violasse gli accordi sul nucleare, ricominciando a produrre uranio arricchito sopra la soglia stabilita a Parigi, con le altre potenze mondiali.

Pompeo contro Teheran: accuse irresponsabili per Pechino

La posizione iraniana sull'incontro proclamato da Trump è chiara: prima si levano le sanzioni, si ritorna agli accordi presi precedentemente all'uscita degli USA dal patto di Parigi e poi si tratta, fa sapere il ministro degli esteri Mousavi: "Come abbiamo già detto, se gli americani ritornano alla JCPOA (accordo sul nucleare iraniano siglato nel 2015 ma poi abbandonato e successivamente richiamato con sanzioni dagli Stati Uniti) e pongono fine al loro terrorismo economico, possono unirsi alla commissione congiunta e discutere".

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Politica

Ad alimentare il pregiudizio nei confronti degli americani si pone un altro episodio avvenuto nel medioriente. Alcuni stabilimenti di petrolio saudito hanno subito un attacco di droni. Nonostante i ribelli dello Yemen abbiano rivendicato l'attentato, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha puntato il dito contro Teheran per l'attacco. Ovviamente l'Iran ha ritenuto le affermazioni di Pompeo prive di senso o, meglio, un pretesto per future rappresaglie contro l'Iran.

Sull'accusa di Pompeo si è espressa anche la Cina, che ha giudicato irresponsabile il voler puntare il dito contro una nazione senza prima aver effettuato un'indagine seria in merito. Inoltre Pechino ha aggiunto: "Ci auguriamo che i due possano esercitare la moderazione e difendere la pace e la stabilità nel Medio Oriente"

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