Il caso Ilva si è abbattuto come un fulmine a ciel sereno sul governo Conte. L’azienda Arcelor Mittal, colosso nella produzione di acciaio, ha infatti reso noto di essere intenzionata a recedere dal contratto stipulato appena un anno fa con l’allora Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, restituendo così l’acciaieria tarantina allo Stato italiano. Una emergenza occupazionale da migliaia e migliaia di posti di lavoro.

Ipotesi contro la quale ora l’esecutivo giallorosso sta cercando di correre ai ripari. Tutto ruota attorno alla questione della cosiddetta ‘immunità giudiziaria’ rispetto ai guai passati di Ilva, prima assicurata e poi tolta ai nuovi proprietari. Questione difficile da ricostruire, visto che ogni partito accusa l’altro di essere il responsabile di questa situazione drammatica. Sul banco degli imputati c’è anche il cosiddetto ‘emendamento Lezzi’, dal nome dell’ex Ministro per il Sud Barbara Lezzi, approvato il 22 ottobre scorso proprio per “abrogare il privilegio dell’immunità penale”, come scriveva lei stessa. Ora, però, la giornalista di Tiscali Claudia Fusani rivela che, dietro quell’emendamento, ci sia stata una “vendetta di parte del M5S contro Di Maio”.

La rivelazione della giornalista di Tiscali sul presunto complotto nel M5S

Da qualche ora a questa parte sui maggiori organi di stampa non si fa altro che parlare del caso Ilva. Il governo Conte II, o almeno, una parte di esso, accusa il Conte I di aver indotto la Arcelor Mittal a fare un passo indietro. Renzi se la prende con gli alleati giallorossi, mentre il centrodestra punta il dito contro Luigi Di Maio.

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Insomma, un tutti contro tutti in cui si inserisce anche Claudia Fusani, ospite del talk show della Rai Agorà. “Questa cosa dell’Ilva è stata una vendetta - afferma in diretta tv l’ex inviata della defunta Unità - di una parte del M5S contro Di Maio”. Secondo la Fusani, che si dice convinta di poter affermare certe cose in quanto giornalista, “questa è stata la vera storia, perché tutto l’emendamento Lezzi parte da quel gruppo del Movimento che era stato tenuto fuori dalla formazione del governo Conte II”.

La storia dell’emendamento Lezzi

Il riferimento di Claudia Fusani è a quell’emendamento attraverso il quale, il 22 ottobre scorso, il governo Conte II avrebbe cancellato l’articolo 14 del Decreto Imprese, approvato appena qualche mese prima, ad agosto, dal governo Conte I, a pochi giorni dalla sua caduta provocata dalla decisione di Matteo Salvini di staccare la spina.

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In quel decreto era presente una norma che introduceva una specie di tutela legale a scadenza, una sorta di scudo penale, in favore dei nuovi vertici dell’Ilva. L’emendamento Lezzi, votato da tutta la maggioranza giallorossa, Renzi compreso, eliminò appunto quelle tutele. Ad annunciarlo con entusiasmo sui social fu proprio Barbara Lezzi, secondo la quale la cancellazione dell’articolo 14 avrebbe ripristinato la legalità “abrogando il privilegio dell’immunità penale” per Arcelor Mittal.

Intenzioni della Lezzi messe però ora in discussione dalla Fusani che adombra un complotto dei delusi M5S contro Di Maio.

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