È un Vittorio Feltri particolarmente critico quello che, sulla prima pagina di Libero, analizza una delle questioni più spinose del momento della Politica italiana. Il fatto che la Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato mandi Matteo Salvini a processo per aver chiuso i porti ai migranti rappresenta un qualcosa che definisce "meschino". Il giornalista lo declassa a un comportamento finalizzato a sbarazzarsi di un avversario, più che a una vera e propria ricerca di giustizia. A suo avviso, però, per Movimento 5 Stelle e Partito Democratico la cosa potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio.

Vittorio Feltri: 'Questo stesso metodo meschino fu usato per disarmare Berlusconi'

Vittorio Feltri ha dedicato diversi passaggi salienti alle vicende che stanno catalizzando l'attenzione della magistratura verso l'operato dell'ex Ministro dell'Interno. Il giornalista ha avuto modo di commentare in modo sprezzante i documenti che alcuni giornali avrebbero mostrato, relativi ai fatti della nave Gregoretti prima e della Open Arms poi. Li ha infatti definiti "carta straccia". Allo stesso modo ha ritenuto "vergognoso" il modo in cui si sta provando a perseguire il capo della Lega.

"È penoso - ha scritto Feltri - constatare che per eliminare un concorrente forte, inarrestabile nella conquista dei consensi, si ricorra all'arma della giustizia". Un modus operandi che, senza mezzi termini, Vittorio Feltri ha definito "meschino" e già noto alle cronache politiche ai tempi di Silvio Berlusconi. Feltri ricorda come, in quel caso, il Cavaliere finì ai servizi sociali.

Feltri parla di 'collaborazione sporca' del Parlamento

Quello che, però, è emerso dall'opinione del navigato giornalista è che più che una ricerca della giustizia in certe scelte potrebbe esserci una strategia politica finalizzata a mettere fuorigioco chi oggi catalizza molti consensi. Vittorio Feltri ha sottolineato come non si stupirebbe se Salvini finisse per essere messo all'angolo dalla Magistratura con quella che definisce la "collaborazione sporca del Parlamento".

"Siamo - ha tuonato - di fronte ad una porcheria". Il direttore di Libero non manca, però, di mettere in evidenza che tutto questo potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio per gli esponenti politici che concederanno l'autorizzazione a procedere nei confronti del leader della Lega Nord Salvini. "Danneggerebbe - ha evidenziato Feltri - la sinistra ed il M5S, peraltro già ridotti ai minimi termini". Il rischio, secondo quanto paventato dal giornalista, sarebbe quello di ritrovarsi "con un pugno di mosche in mano o - ha chiosato Feltri - in mutande, ammesso che ce le abbiano".

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