Vittorio Feltri non perde il suo stile diretto e pungente. Nel suo consueto editoriale apparso sulla prima pagina di Libero ha avuto modo di manifestare il proprio pensiero sull'attuale scenario della politica italiana. Allo stato attuale stanno facendo rumore i presunti dissidi tra Italia Viva e il resto dell'area giallorossa. Per qualcuno i rapporti ai minimi storici tra Matteo Renzi e Giuseppe Conte potrebbero addirittura portare il governo al capolinea e magari alla fine della legislatura. Uno scenario, l'ultimo citato, a cui il giornalista sembra credere poco dato che il suo pensiero in merito è dato dall'eloquente titolo riservato al suo editoriale: 'Qui non si vota neanche se crolla il Parlamento'.

Parole a cui segue un presunto retroscena secondo cui una caduta del Conte bis avrebbe una messa pezza dal Quirinale, stando a quanto suggerito da un fantomatico 'uccellino' a Vittorio Feltri. La sostanza è che, anche in quel caso, il popolo non sarebbe chiamato a votare per un nuovo Governo.

Per Feltri il governo è disgustoso

Quella di Vittorio Feltri è un'opinione espressa nell'articolo che suona come una vera e propria invettiva nei confronti della classe politica. Sottolinea, infatti, come quella che ritiene essere una naturale tendenza della classe politica, ossia prendere in giro i cittadini, si sarebbe fortemente accentuata negli ultimi dieci anni.

A suo avviso al timone del paese, al governo come in Parlamento, ci sarebbe una casta che, a suo avviso, non avrebbe alcuna intenzione di mollare l'osso. Il tutto potrebbe tradursi secondo Feltri in stratagemmi finalizzati a tenere in piedi quello che ritiene essere un esecutivo 'disgustoso'.

Per Feltri Renzi e Salvini potrebbero cambiare e cose

Tra le righe scritte da Vittorio Feltri ci sono dei passaggi dedicati a Matteo Renzi in cui quasi sembra lo si voglia incitare a far saltare il banco a livello governativo.

È un pensiero che si evince dall'opinione particolarmente negativa che il giornalista sembra avere nei confronti del primo ministro italiano e della sua squadra. Riguardo alla possibilità che possa essere lui a mettere in discussione l'attuale maggioranza ammette: "Gli auguro - scrive - di riuscire nel nobile intento in quanto i funerali (metaforici) di certi premier mi mettono di buonumore".Tuttavia racconta come ci sarebbe un uccellino, sempre metaforico, che gli avrebbe suggerito il fatto che il Quirinale: "Quand'anche Peppino si togliesse dalle balle, escogiterebbe qualche trucco per prolungare la penosa agonia di un nuovo (vecchissimo) gabinetto di tortura capace di durare per un po''.

Prospettiva che evidentemente ancora una volta finirebbe per scongiurare le elezioni.

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