Alta tensione in studio a Non è l'Arena durante la puntata del talk show di La7 andata in onda domenica 16 febbraio. Nello studio di Massimo Giletti, ad un certo punto, sembrava quasi di essere tornati indietro nel tempo di più di 40 anni, agli anni '70 del secolo scorso. La parlamentare di Fratelli d'Italia Daniela Santanchè e l'ex militante delle Brigate Rosse Raimondo Etro hanno infatti dato vita ad un scontro epico, deflagrato poi quando l'ex BR ha rivendicato il fatto che sia meglio avere "le mani sporche di sangue" per aver provato a cambiare le cose.

L'indignazione della stessa Santanchè e del giornalista Luca Telese hanno costretto Giletti a decidere di cacciare Etro dallo studio di Non è l'Arena. Pochi minuti dopo, al termine della pausa pubblicitaria, il conduttore è però tornato sull'argomento, denunciando di aver subito gravissime minacce di morte via social.

Lo scontro tra Santanchè ed Etro a Non è l'Arena

"Glielo dico onestamente, io non mi presterò mai più a venire in una trasmissione dove c'è Etro", sbotta ad un certo punto Daniela Santanchè, collegata in video con Non è l'Arena.

"Sarà una grave perdita per l'intera umanità", ironizza intanto Raimondo Etro.

"Mi piace parlare di tutto, mi piace impegnarmi in Politica, ma trovo inutile parlare di queste cose con un personaggio che insulta, che usa parolacce, che è un odiatore", prosegue però la pasionaria della destra italiana rivolta all'ex BR. "E arriva l'applauso degli idioti, ma perché quando parla la Santanchè arriva l'applauso degli imbecilli?", questa la chiosa al vetriolo di Etro.

Raimondo Etro a Non è l'Arena: 'Preferisco le mani sporche di sangue che di acqua'

Ma Daniela Santanchè è un fiume in piena. "Un odiatore seriale che negli anni '70 voleva distruggere lo Stato, che ha partecipato all'uccisione di Aldo Moro, della scorta e oggi che non ammazza più usa le parole per uccidere, è il prototipo dell'odiatore, dopodiché mi taccio perché non ho niente a che vedere con lui", attacca ancora la fedelissima meloniana.

"Le faccio la faccia cattiva - Etro prova a replicare usando l'arma dell’ironia, ma poi perde la pazienza e si tradisce - guardi le mie mani sporche di sangue (ripete due volte, ndr), le preferisco sporche di sangue che di acqua come Ponzio Pilato, come gente che nella vita non ci ha mai provato. Ha capito? Preferisco le mani sporche di sangue che di acqua". A quel punto Massimo Giletti è costretto ad intervenire: "Sì ma c'è un limite Etro. Bisogna provarci ma non ci si sporca le mani di sangue". Le veementi proteste di Santanchè e Telese, poi, lo spingono a cacciare l'ex BR dallo studio di Non è l'Arena.

Lo sfogo del conduttore di Non è l’Arena: 'Io minacciato, almeno chi sparava in bocca aveva il coraggio'

Tempo di mandare la pubblicità e a Non è l'Arena si cambia argomento. Ma prima il conduttore ci tiene a rivelare un fatto increscioso avvenuto dietro le quinte. "Durante la pubblicità sono andato un attimo a parlare dietro le quinte - confessa Giletti - e devo dire che qualcuno dice 'spero che ti sparino in bocca Giletti'. Può darsi che, siccome ho fatto delle scelte di lavoro, qualcuno pensi così, ma le minacce a me non fanno molta paura, mi arrivano tutti i giorni. Quindi, anche se questi qui scrivono 'spero lei possa crepare', 'le spareremo in bocca', 'fascista di m...', a me non cambia niente - prosegue il conduttore nel suo sfogo - Io sono dispiaciuto di aver dovuto mandare fuori dallo studio di Non è l'Arena l’ex brigatista Etro, al quale avevo detto di essere pronto dialetticamente a combattere una partita perché credevo che lui avesse il diritto di rispondere, soprattutto sul reddito di cittadinanza.

Però, nel momento in cui si dicono certe cose, ci si assume la responsabilità. Forse Etro in quel momento non era lucido spero. Ma 'le mani insanguinate' è qualcosa che non si può dire. Lo dico a te che hai scritto questa cosa - si rivolge direttamente all'hater autore della minaccia - sparami in bocca, ti aspetto, non avrai il coraggio. Almeno chi sparava in bocca davvero aveva il coraggio. Voi lo scrivete ma non avete il coraggio. Sappiate che non mi spaventate, mi intristite. La storia vi ha già condannati".

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