Aria di crisi nella maggioranza di governo. Le tensioni sono diventate più alte dopo che il gruppo parlamentare di Italia Viva ha votato alcune volte insieme all'opposizione e le due Ministre del partito di Matteo Renzi non hanno partecipato alla riunione del Consiglio dei Ministri. Prima che la situazione si faccia insostenibile, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è salito al Quirinale a colloquio con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per parlare delle tensioni nella maggioranza di governo.

Il Premier è convinto che i voti al Senato per non fare cadere il governo ci sono

Dalla ricostruzione del colloquio effettuata dal Corriere della Sera, Conte si è detto convinto che non ci sono i voti per mettere in minoranza il governo al Senato. E senza il soccorso di cosiddetti "responsabili". Il Presidente del Consiglio è convinto che i voti al governo possono arrivare proprio dall'interno di Italia Viva con diversi senatori che sarebbero delusi dalla linea politica di queste settimane di Matteo Renzi e che sarebbero pronti a uscire. Conte e - a quanto si apprende anche il Segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti - sono convinti che lo strappo non sarà sulla prescrizione che sembra essere solo una manovra di logoramento.

Sono convinti che non mancheranno prossimamente nuovi temi di scontro che possano fare arrivare allo strappo di Italia Viva e all'uscita dalla maggioranza di Matteo Renzi.

Conte a Mattarella: 'Noi andiamo avanti con l'azione di governo'

Il Premier Giuseppe Conte - riferisce il Corriere della Sera - avrebbe dato ampie rassicurazioni a Mattarella della sua ferma intenzione di andare avanti con la propria agenda di governo. E starebbe predisponendo una serie di investimenti con un piano di spesa pubblica per potere portare in alto il Pil del Paese. In attesa che lo stesso Renzi indichi nei dettagli l'annunciato piano choc per l'economia da 120 miliardi, anche Conte e il Pd stanno pensando ai cambiamenti da apportare per modificare i meccanismi di spesa.

Tornando a Renzi, il Premier avrebbe detto a Mattarella che si vedrà in Parlamento se Italia Viva sarà compatta sulle posizioni di Renzi oppure perderà tasselli se si farà concreta l'ipotesi di crisi di governo e quindi di nuove elezioni.

La tolleranza da parte di Conte sulle uscite di Renzi pare essere ai minimi storici. Nello staff del Premier si vuole evitare un logoramento stile Bersani-Letta-Gentiloni. Per di più in una situazione in cui sembra essere Renzi in posizione di debolezza, con i sondaggi personali di gradimento di Conte che vanno in alto come anche i consensi per il Partito Democratico. Il ragionamento che si fa a Palazzo Chigi è che con sondaggi così bassi per Italia Viva (stimata intorno al 3%) Renzi non abbia più nulla da perdere e quindi cerchi solo visibilità attaccando Conte e il Partito Democratico.

Per Conte, se Renzi decide di lavorare in maniera costruttiva in maggioranza non ci sono problemi, ma se pensa solo alla propria visibilità sarà fermato. Conte non accetterà un indebolimento giornaliero e nel caso porterà la sfida in Senato in un voto di fiducia per vedere quali saranno i rapporti di forze in Italia Viva.